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Alex Zanardi: come sta il campione di handbike a più di un anno dall’incidente in handbike a Pienza

A un anno e mezzo dal terribile incidente, Alex Zanardi continua la sua lenta ma instancabile lotta per riacquistare la piena forma fisica. Circondato dall'amore della famiglia e dei fan
alex zanardi in primo piano

Simbolo di forza, tenacia e resilienza, Alex Zanardi è nel cuore di milioni di persone. L’ex pilota e campione di handbike 55enne sta affrontando una delle prove più difficili della sua vita: recuperare la piena forma fisica dopo il terribile incidente che lo ha coinvolto circa 1 anno e mezzo fa.

Alex Zanardi: come sta oggi

Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficienza in handbike, Alex Zanardi rimane coinvolto in un terribile incidente sulla statale 146 di Pienza.

Il campione perde il controllo del mezzo e si scontra contro un camion che procedeva in direzione opposta. 

Sono attimi concitati, il campione lotta tra la vita e la morte e viene sottoposto a un intervento neurochirurgo e maxillo-facciale al policlinico le Scotte di Siena. Dopo un mese di coma farmacologico e 3 operazioni, viene trasferito in un centro specializzato a Lecco e, successivamente, nella terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano. A novembre 2020, raggiunta una condizione di generale stabilità, viene trasferito a Padova. A gennaio 2021 il quadro clinico migliora e l’ex pilota riacquista coscienza.

Oggi Alex Zanardi, circondato dall’affetto della famiglia e dei milioni di fan, continua il suo lungo percorso verso la ‘normalità’. È in grado di comunicare e sta seguendo un programma di recupero che prevede stimoli multimodali e farmacologici, costantemente monitorato da medici, fisioterapisti, neuropsicologi e logopedisti. Intanto, dopo le indagini e la divulgazione del video dell’incidente, il gip ha deciso di archiviare l’inchiesta che vedeva coinvolto l’autista del camion.

Alex Zanardi e la passione per i motori

Quello del giugno 2020 non è stato il primo incidente che ha coinvolto l’ex pilota di Formula 1.

Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, sin da piccolo Alessandro Zanardi (per tutti semplicemente Alex) manifesta una grande passione per i motori. 

Salito su un kart per la prima volta a soli 14 anni, nel 1985 conquista il suo primo titolo italiano e si impose al Gran Premio di Hong Kong. Nel 1987 arriva la vittoria del campionato europeo nella categoria 135cc e, nell’anno successivo, l’approdo alla F3. Nel 1991 passa alla Formula 3000. Una guida convincente quella di Zanardi che, proprio in quell’anno, viene notata da un Eddie Jordan alla disperata ricerca di un pilota che potesse sostituire Michael Schumacher.

 

Nel 1993 è la 2ª guida per la Lotus ma, nonostante le prime ottime prestazioni, la carriera prosegue in maniera altalenante. Un periodo difficile, culminato con abbandono della Formula 1. Zanardi tenta la carriera di istruttore e riceve delle proposte dall’allora direttore commerciale della Reynard Rick Gorne, che gli propone delle posizioni in qualità di pilota ma per categorie minori.

L’incidente che che ha cambiato la vita di Zanardi

Nel 1999, Zanardi ritorna nell’ambiente che si era lasciato alle spalle, quello della Formula 1 con la Williams.

L’esperienza dura poco e, dopo un momentaneo allontanamento dall’automobilismo, nel 2000 torna alla CART per la stagione 2001. Il campionato non è dei migliori: il team è inesperto e alcuni inconvenienti tecnici impediscono al campione di salire sul podio.

In questo contesto di difficoltà, motivato dalla grande fiducia per gli ultimo progressi della monoposto, Alex Zanardi si presenta all’appuntamento europeo del Lausitzring. Parte 22esimo ma, riuscendo a recuperare posizione dopo posizione, raggiunge il 1º posto quando mancano solo 13 giri alla fine. Si ferma per l’ultimo pit-stop e, in uscita dai box, perde il controllo della vettura.

La monoposto fa un testacoda, si intraversa e rimane sulla pista nella quale sfrecciano ancora le altre auto. Quella di Patrick Carpentier riesce a schivarlo mentre Alex Tagliani lo centra in pieno, spezzando la Reynard Honda proprio all’altezza delle gambe.

L’impatto è terribile e le condizioni di Alex sono così disperate che, quando viene trasportato d’urgenza all’ospedale di Berlino, il cappellano della serie automobilistica gli ha già dato l’estrema unzione.

Alex Zanardi: da pilota ad ‘Ironman’

Dopo 4 giorni di coma farmacologico e 15 operazioni chirurgiche, Zanardi lascia l’ospedale privo di entrambe le gambe. La riabilitazione e l’incredibile tenacia gli permettono di tornare a correre e, nel 2003, si riprende persino quei 13 giri che mancavano a terminare il circuito tedesco del terribile incidente a bordo di un’auto appositamente modificata.

Oltre alle auto, Zanardi inizia a praticare diversi sport e trova la sua massima soddisfazione nell’hardbike, costruendosi una florida carriera sportiva nell’ambito del paraciclismo. Colleziona una quantità enorme di premi, medaglie e riconoscimenti non solo sportivi ma anche civili. Alex è infatti anche Cavaliere e Commendatore della Repubblica Italiana perché simbolo ed esempio preziosissimo di tenacia, positività e forza. Una forza che dimostra anche ora, mentre lotta per la riconquista di una ‘normalità’ che per noi, comuni mortali, ha dello straordinario. Non a caso è stato soprannominato dai suoi fan Ironman.

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