Pensioni

Pensioni, oggi in programma vertice Draghi-sindacati per decidere il futuro delle pensioni

Quota 100 verso il superamento e ancora nessun accordo su cosa succederà dopo. Il futuro delle pensioni è da decidere in tempi brevi e oggi il premier incontrerà i sindacati.
Mario Draghi

Mario Draghi incontrerà oggi i leader dei sindacati Cgil, Cisl e Uil per discutere del tema caldo delle ultime settimane: le pensioni. Ormai è noto che Quota 100 è a un passo dalla sua fine ma sembra impossibile trovare un accordo con le altre opzioni che ci sono sul tavolo. Intanto, ieri il premier ha incontrato il segretario della Lega Matteo Salvini che avrebbe spiegato la sua idea per difendere lavoro e pensioni ed evitare il ritorno alla Fornero.

Pensioni: la posizione della Lega

Claudio Durigon, responsabile del dipartimento Lavoro della Lega, aveva già chiarito nella giornata di ieri che “l’obiettivo è non tornare alla Fornero“.

In una nota si era spiegato che “Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni media la Lega non è ‘verso il sì’ alle nuove misure sulle pensioni. Stiamo ancora lavorando alla riforma, con buonsenso e determinazione”. La Legge di Bilancio è a un passo e giovedì il Governo dovrà tirare le somme e prendere la sua decisione definitiva.

Pensioni, tra sindacati e Confindustria

Il parere dei sindacati è chiaro: ”La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal Governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori.

Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione“, ha spiegato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

Sulla stessa linea d’onda anche il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che a margine dell’assemblea dell’Unione Industriali di Torino, ha spiegato: “Siamo fortemente contrari a quota 100, 102 o 104 perché guardiamo i numeri da imprenditori e i numeri dicono che quota 100 non ha ottenuto l’effetto che ci aspettavamo“, riporta AdnKronos.

Ci era stato detto che per uno che andava in pensione venivano assunti in tre, nella realtà l’effetto è di 0,4, quindi non abbiamo neanche l’effetto sostitutivo. Quindi stiamo pensionando chi un lavoro ce l’ha e non stiamo offrendo un lavoro ai giovani“, sottolinea aprendo ad un altro punto fondamentale, quello del lavoro dei giovani. “Noi riteniamo, invece, che si debba lavorare sui lavori usuranti, sui quali effettivamente c’è un problema. Va rivisto lavoriamo su quello“, ha spiegato ancora.

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