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Obbligo vaccinale in Austria da febbraio, in Italia si accende il dibattito di fronte all’aumento dei casi

In Austria dal febbraio 2022 scatterà l'obbligo vaccinale di cui si discute anche in Italia, dove cresce il numero dei contagi per la quarta ondata anche se in maniera decisamente minore rispetto ad altri Paesi europei
vaccino anti covid 19

L’Austria introduce l’obbligo vaccinale, cercando di frenare la quarta ondata di Covid-19 che la sta colpendo duramente. Nel Paese si sono registrati 14mila nuovi casi due giorni fa, un record, e da lunedì ci sarà un nuovo lockdown generale. La situazione in Europa si complica con l’impennata dei contagi, che sta portando molti Stati ad attuare nuove restrizioni principalmente mirate a spingere sulla campagna vaccinale, come Grecia e Germania. In Italia si discute sull’obbligo vaccinale, per il momento escluso da scienziati e governo, ma l’Austria ha sollevato il dibattito, essendo il primo Stato europeo ad adottarlo per i vaccini anti Covid-19.

L’Austria introduce l’obbligo vaccinale da febbraio

È l’Austria il primo Paese europeo a introdurre l’obbligo vaccinale per il Covid-19, con il governo che ha annunciato di star lavorando a una legge che renda la vaccinazione mandatoria. La misura entrerà in vigore da febbraio 2022, e non sono ancora stati rilasciati ulteriori dettagli, come l’età a partire dalla quale verrà applicata. Saranno esentate le persone che non possono sottoporsi al vaccino per motivi di salute, mentre chi si rifiuterà andrà incontro a sanzioni amministrative.

Alexander Schallenberg, cancelliere dell’Austria, ha osservato come le tecniche di persuasione che il governo ha messo in campo per mesi non avrebbero convinto le persone a vaccinarsi. “Non vogliamo una quinta ondata, o una sesta o una settima ondata“, ha dichiarato.

Lockdown generale in Austria, la Baviera annulla i mercatini di Natale

In Austria da lunedì ci sarà inoltre un nuovo lockdown generale, dopo quello istituito per i non vaccinati. La salita dei contagi e la bassa vaccinazione tra la popolazione, al 66%, hanno spinto a ulteriori restrizioni, e non è l’unico Paese europeo.

In Germania il ministro della Salute Jens Spahn non ha escluso un nuovo lockdown per tutti, definendo la situazione di “emergenza nazionale“. Preoccupazione certificata dalla cancellazione in Baviera dei tradizioni mercatini di Natale, che sono chiusi così come bar e discoteche, mentre il Land affronta la durissima quarta ondata, che la vede lottare contro la carenza di posti in terapia intensiva.

Misure che vedono il lockdown per i non vaccinati saranno in vigore da lunedì anche in Grecia, dove per loro saranno interdetti i luoghi pubblici, mentre per gli over 60 il green pass sarà rilasciato dopo la somministrazione della terza dose.

Dal Nord all’Est Europa si prendono provvedimenti per contenere i contagi, dall’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici come in Belgio al coprifuoco come in Irlanda, che fatica a contenere il Covid-19 nonostante gli alti tassi di vaccinazioni nel Paese.

In Italia si discute dell’obbligo vaccinale

Anche in Italia preoccupa il trend in ascesa dei contagi di Covid-19, che arriva a un’incidenza settimanale di 98 per 100mila abitanti, secondo il monitoraggio dell’Iss.

Tutte le 21 Regioni sono a rischio moderato, con il Friuli Venezia Giulia, al centro delle proteste dei No Green Pass, ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Franco Locatelli, del Comitato tecnico scientifico, a SkyTg 24 ha commentato la prospettiva dell’obbligo vaccinale in Italia come un’estrema ratio, in un quadro in cui il Paese “mantiene una delle situazioni più favorevoli in tutta Europa“.

Più possibilista il presidente di Confindustria Carlo Bonomi: “L’unica cosa che ci può mettere al sicuro è l’obbligo vaccinale, quindi quello è un percorso su cui dobbiamo avere il coraggio di fare una riflessione seria“, pensiero condiviso anche da Andrea Costa, sottosegretario alla Salute.

Costa ricorda come “siamo stati i primi a introdurre l’obbligo vaccinale per i sanitari. Bisogna riflettere se farlo con altre categorie, quelle che sono a contatto con il pubblico, tipo le forze dell’ordine o chi lavora nella grande distribuzione“.

I governatori del Nord frenano sull’obbligo vaccinale: le parole di Fedriga e Zaia

Scettico sulla possibilità di introdurre l’obbligo vaccinale in Italia è invece Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, che si chiede se “La conseguenza dell’obbligo vaccinale è che dovremmo licenziare gli italiani che non si vaccinano?” a Un giorno da pecora. Per il leghista il “grande nemico da sconfiggere non sono i no vax incalliti, ma la paura, da sconfessare attraverso l’informazione“. Gli fa eco Giovanni Toti, governatore della Liguria per cui è “inimmaginabile un trattamento sanitario obbligatorio per milioni di persone“.

Luca Zaia, governatore del Veneto, boccia anche l’idea di seguire l’esempio dell’Austria sul lockdown per i non vaccinati: “Stante oggi la Costituzione e il Paese che siamo, pensare di fare un lockdown per i non vaccinati non ci si riesce. Per me non è praticabile dal punto di vista giuridico“. Il Veneto sta vivendo però una situazione preoccupante per i contagi, con l’Ecdc, il Centro di controllo delle malattie europeo, che ha segnato la Regione, come anche le Marche, in rosso nell’ultimo report, mentre la Provincia di Bolzano è segnata in rosso scuro.

mappa contagi ecdc

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