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Terremoto nelle Eolie: doppia scossa, una di magnitudo 4.3 nella notte. I vulcani osservati speciali

Si sono verificate due scosse di terremoto nelle isole Eolie, a largo di Alicudi. La scossa maggiore con magnitudo 4.3 è avvenuta questa notte. L'INGV monitora l'attività vulcanica dell'arcipelago.
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Una scossa di terremoto di magnitudo 4.3 è avvenuta questa notte nei pressi delle isole Eolie, nel Mar Tirreno Meridionale. A renderlo noto è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che spiega come la zona sia soggetta a un’attività sismica rilevante, con una nuova scossa registrata alle 08:51 di questa mattina con magnitudo 2.9. Le Eolie stanno vivendo in questo periodo una forte attività vulcanica, sia a Stromboli che a Vulcano, con l’INGV che ha rilevato cambiamenti che potrebbero preludere a un’eruzione.

Terremoto nelle Eolie: doppia scossa, la maggiore di magnitudo 4.3

Una scossa di magnitudo 4.3 è stata avvertita a largo delle Isole Eolie, alle ore 03:52 nella zona denominata Tirreno Meridionale.

Il terremoto, localizzato dall’INGV, è avvenuto a una profondità di 5 km, a 25 km dall’isola Alicudi. Poco fa, alle 08:51, una nuova scossa si è verificata nella stessa zona, con magnitudo 2.9, a una profondità di 28 chilometri.

Le due scosse si sono registrate alle stesse coordinate che, come evidenzia l’INGV, afferiscono a “un’area caratterizzata da attività sismica rilevante. Dalla mappa dei terremoti del passato si evidenzia che i terremoti del 21 maggio 1957 (M5.3), 1 febbraio 1971 (M4.4), del 7 settembre 2009 (M4.8) hanno avuto epicentri a pochi chilometri da quello odierno“.

Evento sismico INGV
Evento sismico ML 4.3 nel Mar Tirreno Meridionale. Fonte: INGV

L’attività vulcanica e sismica nelle Eolie

Da mesi le isole Eolie sono osservate speciali da parte degli esperti dell’Osservatorio Etneo dell’INGV. L’arcipelago a circa 70 km da Messina si trova nel punto di convergenza tra la placca Eurasiatica e quella Africana, e giace su un sistema di faglie che la rende oggetto di fenomeni vulcanici.

Se nelle ere passate l’attività vulcanica intensa era diffusa su tutte le sette isole che lo compongono, oggi permane sull’isola di Stromboli, dove sono stati rilevati cambiamenti importanti nelle ultime settimane, con fumarole a Panarea e Vulcano e attività sismica superficiale nell’area di Palinuro e Alcione.

I cambiamenti che destano preoccupazione

Da settembre si sono registrati cambiamenti nei segnali geofisici e geochimici a Vulcano, rilevati dall’INGV, che hanno portato a un cambio del livello d’allerta, da Verde a Giallo.

È stato potenziato il monitoraggio, e a seguito di un aumento dell’emissione di gas tossici, il Comune di Lipari ha disposto un’evacuazione parziale dell’isola che ha coinvolto 250 persone. L’allontanamento è in vigore dalle dalle 23 alle 6 di mattina, mentre la Regione Sicilia ha chiesto lo scorso 20 novembre lo stato di crisi e di emergenza regionale.

A Stromboli, pochi giorni fa, è stato invece rilevato un trabocco lavico, con una persistente attività nelle aree crateriche Nord e Centro-Sud, in cui continuano a verificarsi esplosioni da varie bocche. Questi eventi si verificano a intervalli irregolari, assicura l’INGV, almeno un paio di volte per decennio. Come informa la Protezione Civile, anche per Stromboli il livello di allerta è Giallo.

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