Cronaca

Quarta dose di vaccino anti Covid-19 in Italia: “È una possibilità concreta”. I dati della terza dose

La quarta dose di vaccino per il Covid-19 in Italia si farà: il presidente dell'ISS Franco Locatelli la considera una possibilità concreta per il prossimo futuro.
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Mentre prosegue la campagna per la terza dose di vaccino anti Covid-19, l’Italia prova a giocare d’anticipo e spostare lo sguardo ancora più in là: il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, non ha affatto escluso la possibilità di una quarta dose. Contestualmente, ha comunicato anche i numeri di questa fase e quanti casi di variante Omicron sono stati rilevati in Italia.

La quarta dose di vaccino si farà: le parole di Franco Locatelli

Da pochi giorni è possibile prenotare, per tutti gli over 18, la dose booster – concettualmente diversa dalla terza dose già accessibile da settimane per sanitari e soggetti fragili quali gli immunodepressi.

Una campagna vaccinale massiccia e spedita che consente all’Italia di essere in una posizione più tranquilla rispetto a molti Paesi europei alle prese con la quarta ondata di Covid-19, ma non basta. Per non fare passi indietro e aggrapparsi a quella libertà duramente riconquistata in questi mesi di sacrifici, è necessario mantenere alta la soglia di sicurezza: ed è per questo che la quarta dose di vaccino si farà.

A dichiararlo è stato Franco Locatelli, presidente dell’ISS, intervenuto durante l’evento Live in Courmayeur di Sky Tg24.

Qui, ha dichiarato: “Una quarta dose del vaccino contro il Covid è una possibilità concreta“. Ancora nessuna data certa, dovranno infatti passare sicuramente mesi dalla somministrazione della terza, ma la quarta dose di vaccino anti Covid-19 in Italia pare già nei piani. Un’idea che si sposa con quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Pfizer, che pochi giorni fa ha detto: “È probabile che le persone avranno bisogno di vaccinazioni annuali contro il Covid per molti anni a venire”. Come un vaccino anti-influenzale, insomma.

I dati della dose booster e i casi di variante Omicron in Italia

Contestualmente, Locatelli ha sciorinato anche alcuni numeri, ovvero i dati della dose booster: “È già stata somministrata a 7 milioni di persone.

E solo nella giornata di ieri abbiamo avuto 430mila vaccinazioni, di cui 30mila prime dosi“. Per il presidente dell’ISS, bisogna continuare su questa strada e “cominciare subito con il ciclo vaccinale primario” per le 1 milione e 300mila persone che non hanno ancora ricevuto la prima dose.

Dati che fotografano in maniera positiva la situazione dell’Italia: “Si colloca tra le più favorevoli in Europa. E sostanzialmente, a parte la Spagna e la Svezia siamo il Paese con l’incidenza cumulativa più bassa“.

Anche la temuta variante Omicron, al momento sarebbe sotto controllo: “In questo momento, ci sono sette casi. E tutti riconducibili al caso noto che sostanzialmente ha ingenerato sei ulteriori casi familiari” ha detto Locatelli. Non preoccupano quindi i casi di variante Omicron in Italia, dove è ancora predominante la Delta: “In Sudafrica la Omicron – specifica – ha preso il sopravvento sulla Delta e ha incrementato la percentuale di contagi. Ha maggior potere contagiante, ma ciò non significa maggior potere di provocare patologia grave e non vuol dire che eluderà i vaccini“.

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