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Suicidio assistito, approvato il testo sul Fine Vita ma è un “passo indietro”: lunedì discussione alla Camera

La proposta di legge sul suicidio assistito è stato approvato nelle commissioni di Montecitorio, dove lunedì 13 dicembre si discuterà sul Fine Vita. Il testo non convince i promotori del referendum sull'eutanasia
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Mentre si festeggia per la validazione delle firme raccolte per il referendum sull’eutanasia, si guarda con scetticismo all’approvazione nelle stesse ore del testo sul Fine Vita da parte delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera. In particolare, la proposta che verrà discussa il 13 dicembre per fornire all’Italia una legge a lungo attesa presenta delle criticità che rischierebbero di renderla ininfluente, come l’introduzione dell’obiezione di coscienza per i medici. Un passo indietro che non è comunque servito a far votare a favore il centro-destra. Si teme a questo punto che il testo possa fare la fine del Ddl Zan, non reggendo alla prova del voto in Aula.

Per questo i promotori della legge sull’eutanasia sottolineano l’importanza del referendum per venire finalmente incontro alle esigenze di cittadini e alle sentenze della Consulta e della Corte Costituzionale.

Fine Vita, il testo approvato nelle commissioni parlamentari è un passo indietro

Alla fine le commissioni Giustizia e Affari sociali di Montecitorio hanno approvato la proposta di legge sul Fine Vite, che verrà discussa alla Camera lunedì. Il ddl sul suicidio assistito, atteso dal 2019, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul caso di Dj Fabo, è frutto di un compromesso al ribasso, che potrebbe comunque non bastare a salvare la legge.

Infatti, nonostante l’accoglimento dell’emendamento sull’obiezione di coscienza per il personale sanitario e la mancanza di meccanismi per evitare casi come quello di “Mario”, il testo è stato respinto dal centro-destra. Il rischio è che una volta approdato in Aula, venga bocciato come accaduto alla legge contro le discriminazioni omotransfobiche, sessiste e abiliste.

Rischio sottolineato anche da Riccardo Magi, deputato di +Europa che ha promosso il referendum.

Dopo anni di paralisi commissioni votano sbrigativamente un DDL su suicidio assistito gravemente insufficiente. Scopo: portare in aula un testo quale che sia rinviando le scelte sui nodi non sciolti. Esito prevedibile: lo stesso del DDL Zan nodi non sciolti ora non lo saranno dopo“.

Il Tweet di Riccardo Magi

Le criticità del testo sul suicidio assistito

I relatori del ddl sulla morte volontaria medicalmente assistita sono Alfredo Bazoli del Pd e Nicola Provenza del Movimento 5 Stelle. I due parlamentari hanno dichiarato di essere soddisfatti del testo, per cui hanno votato a favore Pd, M5S, LeU, Italia Viva e +Europa.

Bazoli si è detto “contento per la conclusione dei lavori in commissione sul suicidio assistito, che ci permette di arrivare in Aula lunedì prossimo“, per poi ringraziare “tutti i gruppi per il lavoro accurato e costruttivo che ha consentito di migliorare il testo di partenza“.

Non sono dello stesso avviso in merito alla qualità del testo i promotori del referendum sull’eutanasia, che oggi ha visto validate le firme dalla Cassazione. L’Associazione Luca Coscioni sottolinea come proprio i relatori abbiano rifiutato di accogliere proposte sull’inserimento dell’eutanasia legale, “quindi all’aiuto da parte di terzi nei casi in cui la persona non sia materialmente in grado di assumere il farmaco letale“.

Marco Cappato osserva poi come sarebbero esclusi dall’accesso al suicidio assistito i malati di cancro, dato che viene previsto solo per i pazienti tenuti in vita da “trattamenti di sostegno vitale“. Per Cappato si tratta di un testo che rappresenta un “frettoloso passo indietro rispetto alla stessa sentenza della Corte Costituzionale“.

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