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Quirinale, Berlusconi: Letta frena. Il segretario del PD mette in guardia, linea condivisa o governo a rischio

Enrico Letta mette un freno alla corsa al Quirinale, ribadendo che al momento l'Italia sta per affrontare un problema più rilevante (quello della crisi energetica).
Quirinale, Berlusconi: Letta frena. Il segretario del PD mette in guardia, linea condivisa o governo a rischio

Mentre l’Italia attende con trepidazione l’ultimo discorso del Presidente della Repubblica uscente Sergio Mattarella, che sarà trasmesso in onda a reti unificate la sera della vigilia di capodanno, il toto-Quirinale si fa sempre più serrato e i nomi che più ritornano sono quelli di Silvio Berlusconi e Mario Draghi. C’è tempo prima che la partita del Quirinale si apra formalemente, ma da settimane già si rincorrono nomi, tensioni tra leader di partito…

In un’intervista rilasciata a Repubblica, il segretario del PD Enrico Letta ha ribadito la sua posizione che non vede Berlusconi come nuovo Presidente della Repubblica.

Enrico Letta frena sul toto-Quirinale

Secondo quanto dichiarato a Repubblica dal diretto interessato, la scelta del nuovo Presidente della Repubblica non è una priorità rispetto a quanto sta per accadare in Italia: “(…) Prima del Quirinale c’è da chiarire che c’è un’emergenza nell’emergenza, il sovraccosto della bolletta energica per famiglie e imprese”.

“Se non si interviene subito e bene, l’effetto sarà la chiusura di molti impianti di produzione. Sul breve periodo serve estendere alle piccole e medie imprese gli interventi di fiscalizzazione che hanno aiutato le grandi imprese energivore e le famiglie.

Consideriamola una prevenzione rispetto a costi che dovremmo comunque affrontare se le imprese chiudessero”.

Draghi alla Presidenza della Repubblica sì o no? Cosa ne pensa Letta

Ritornando a quanto affermato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa di fine anno, ovvero Sono un uomo, se volete un nonno, al servizio delle istituzioni”, Enrico Letta ha detto: “(…) Nelle sue parole non ho letto una autocandidatura. Su un’eventuale ipotesi Draghi al Colle, come sugli altri nomi che garantiscono ampio consenso, decideremo tutti insieme e al momento debito, la mia personale opinione non conta.

Quel che so per certo è che Draghi va comunque protetto e tutelato per il bene del Paese”.

L’appello resta comunque quello all’unità ma, i dubbi su Draghi al Colle ci sono e Letta sembra volerli smorzare: “Chi ha detto di non volere Draghi al Quirinale ha aggiunto di volerlo ancora a Palazzo Chigi. Ritengo, per essere chiari, che noi dobbiamo tenercelo stretto, in un modo o nell’altro. Quello che Draghi sta portando all’Italia è enorme. Siamo un Paese che ha visto crescere il suo principale handicap, il debito pubblico, del 25% in poco più di un anno.

In questo senso Draghi è un’assicurazione sulla vita”.

L’appello a mantenere l’unità nel governo

Nonostante le voci su chi potrebbe essere il canditato, Enrico Letta ha ribadito l’importanza dell’appello all’unità per mantenere saldo il governo: “Il 13 gennaio dirò alla direzione del Pd e ai gruppi parlamentari che la via maestra è la continuità di governo e la stabilità.

Il 2022 non può essere un anno elettorale, non possiamo permetterci almeno cinque mesi di interruzione dell’attività di governo. Quindi c’è bisogno di una larghissima maggioranza, un capo dello Stato non divisivo e non eletto sul filo dei voti”.

Il no a Berlusconi come Presidente della Repubblica

Enrico Letta resta però fermo sul no a Berlusconi, sempre a Repubblica ha detto: “Non è candidato ufficialmente, quindi per me non è in campo. Certo il profilo che ho delineato per la figura del capo dello Stato non va nella sua direzione”. Dal fronte del centro-destra però le voci sono unite, come si legge su Ansa, Giorgio Mulé ha detto, in merito a quanto dichiarato da Letta: “Chiede un presidente “eletto a larghissima maggioranza ma la storia recente si incarica di smentirlo: Sergio Mattarella è stato eletto con il 65% che non è esattamente una cifra plebiscitaria”.

E ancora: “Faccio mie le sue parole: ci vuole buon senso e, aggiungo, si faccia sparire anche la pistola politica di un eventuale crisi di governo“.

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