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Bonus psicologo, arriva la bocciatura: perché fa discutere e allontana il diritto al benessere mentale

La decisione di bocciare il bonus psicologo ha scatenato dure reazioni nella politica ma anche all'esterno. Ecco quali sono le motivazioni e quali saranno i prossimi interventi per mettere al centro la salute mentale.
Bonus psicologo, arriva la bocciatura: perché fa discutere e allontana il diritto al benessere mentale

Fa discutere la decisione di bocciare il bonus psicologo, avvenuta il 31 dicembre in Camera dei Deputati, mentre sono rimaste invariate numerose agevolazioni che però non offrono soluzioni alla crescente situazione di disagio psicologico aggravata dalla pandemia. Ecco che cos’è successo e quali saranno i prossimi passi delle parti politiche.

Bonus psicologo, cosa è successo e perché è stato bocciato

Nella Legge di Bilancio 2022 non c’è posto per il bonus psicologo. Si tratta della decisione presa dalla Camera dei Deputati in data 31 dicembre 2021. Una decisione che sembra anacronistica rispetto al quadro degli ultimi due anni, caratterizzati dalla pandemia e da un peggioramento delle condizioni di salute mentale di alcune fasce di popolazione, in particolare dei più giovani.

The Lancet in uno studio aveva sottolineato come, in tutto il mondo, il 21% delle persone che avevano richiesto un aiuto psicologico sarebbero state poi costrette a interromperlo per motivi economici. Si tratta di oltre 1 persona su 5. Secondo Paolo Siani, deputato PD e membro della Commissione Affari Sociali sentito da Open, la bocciatura del bonus psicologo sarebbe stata una sorpresa per gli stessi deputati.

Addio al bonus psicologo, le richieste di interventi strutturali per il benessere mentale

L’amaro augurio è che il bonus psicologo sia stato bocciato nella sua forma attuale per poter essere in futuro ripreso e ampliato in modo più strutturale.

Per il deputato Siani, infatti, occorre “ripensare ai servizi di psicologia e psichiatria nel loro complesso. E quindi aprire alla figura dello psicologo scolastico in modo più rafforzato e capillare, a quello del neuro psichiatra infantile almeno negli ospedali pediatrici di tutto il Paese. A nuovi posti letto, a una rete territoriale che sia in grado di dare risposte precoci a un disagio” come ha raccontato a Open, aggiungendo che “Se i servizi non ci sono i disagi sfuggono a ogni controllo e cura”.

Secondo i dati raccolti dall’Istituto Piepoli per il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, la pandemia avrebbe restituito un aumento dell’83% dei disturbi legati all’ansia, del 72% dei problemi di depressione e del 61% di quelli relazionali, percentuali che aumentano nelle fasce d’età sotto i 24 anni e si traducono in episodi di autolesionismo, disturbi alimentari, intenzioni o tentativi di suicidio.

Il Governo non avrebbe dato spiegazioni ufficiali sulla decisione di non inserire il bonus psicologo in Manovra.

Si sarebbe trattato di un emendamento fortemente richiesto da tutte le parti politiche e che avrebbe richiesto uno stanziamento di 50.000.000€, contro i 36.000.000.000€ totali della Legge di Bilancio 2022. Il clima che si respira, dentro e fuori dal mondo politico, sembra caratterizzato da una forte delusione perché, a fronte di un mancato sostegno per incoraggiare adulti e ragazzi ad affrontare il proprio malessere psicologico, si sono mantenute agevolazioni “materiali” quali i bonus per la casa e quelli per tv e decoder.

Incentivi, insomma, che possono generare un beneficio immediato e concreto, mentre un percorso psicologico richiede tempo, pazienza e lavoro su se stessi. Si tratta di un’emergenza immediata che richiederebbe al Governo un investimento (non una semplice spesa) a lungo termine. Nel prossimo futuro si starebbe già preparando un’interrogazione parlamentare per capire in che modo l’esecutivo intenderebbe affrontare la questione della salute mentale.

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