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Draghi, conferenza stampa dopo le polemiche sul nuovo decreto anti-Covid e scuola. Appello a unità e prudenza

La tanto attesa conferenza stampa del Presidente del Consiglio Draghi è arrivata, dopo giorni di forti polemiche in merito nuove misure anticontagio che hanno spinto Draghi ad intervenire.
Draghi, conferenza stampa dopo le polemiche sul nuovo decreto anti-Covid e scuola

La tanto attesa conferenza stampa del Presidente del Consiglio Mario Draghi è arrivata. Il Premier ha riferito in merito alle misure dell’ultimo decreto ovvero quello del 5 gennaio che ha scatenato una forte polemica nell’ultima settimana. I temi più caldi sono stati l’obbligo vaccinale per gli over 50 e il tema scuole, segnate da un difficilissimo rientro in classe, complice il botta e risposta tra il Presidente della Regione Campania De Luca e il ministro dell’istruzione Bianchi. Il primo aveva deciso di bloccare il rientro in classe ai suoi studenti, ma il Tar ha deciso per il contrario.

L’attesa è stata alta perché nelle ultime ore sono aumentate le voci in merito alla possibilità che il Presidente del Consiglio potesse parlare anche di Quirinale.

Questione che il Presidente Draghi ha messo subito in chiaro nel momento in cui si è passati alle domande da parte dei giornalisti, che il Premier ha ammonito prima proprio affermando che non avrebbe risposto a nessuna domanda del genere.

Draghi invita alla prudenza e all’unità

“Questa conferenza stampa ha al centro i primi provvedimenti di quest’anno, un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza, ma anche con fiducia e soprattutto unità”, inizia così il Presidente del Consiglio, arrivando subito al nocciolo della questione.

Il Premier ha aggiunto che quello del governo sarà“Un approccio diverso rispetto al passato, vogliamo essere cauti ma cercando di minimizzare gli effetti economici, sociali ma anche sui ragazzi e sulle ragazze che hanno risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione. Dobbiamo anche pensare che la scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata, protetta e non va abbandonata. (…) Il motivo per il quale possiamo affrontare il problema rispetto al passato è il vaccino” ha detto facendo il punto sulle misure adottate fino ad ora“.

Il tema vaccini e obbligo vaccinale

Mario Draghi ha ribadito che la chiave che ha permesso una risoluzione quasi ottiminale è nei vaccini: “La gran parte dei problemi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Le persone non vaccinate possono sviluppare la malattia e le conseguenze gravi della malattia” ha detto ribadendo un invito ai cittadini a vaccinarsi e ringraziando chi lo ha già fatto (circa l’80% ha completato il primo ciclo vaccinale, mentre il 40% si è già sottoposto al Booster).

Il Premier ha aggiunto:“Noi siamo stati tra i primi ad adottare l’obbligo vaccinale per tutta una serie di categorie.

(…) Le terapie intensive sono piene di non vaccinati”. E ancora, “L’economia ha segnato una crescita oltre il 6% a frontee di un calo al 9%. Le scuole hanno riaperto ad aprile dello scorso anno e hanno riaperto oggi dopo natale come gli altri paesi europei come francia, inghilterra.. Paesi che hannp una situazione pandemica simile alla nostra. (…) La settimana scorsa siamo intervenuto per disciplinare lo smart working nella pubblica amministrazione e nel privato, abbiamo esteso l’obbligo del 2G (Super Green Pass), l’obbligo vaccinale a chi ha più di 50 anni.

Lo abbiamo fatto sulla base dei dati che ci dicono che ha più di 50 anni è soggetto a maggiori rischi”.

Scuola, polemiche sulla riapertura. Rispondo Draghi e Bianchi

In conferenza stampa è stato affrontato il tema scuola, il Presidente del Consiglio ha voluto ringraziare Presidi e insegnanti per essere tornati in classe con i loro studenti. Il tema scuola è stato ampiamente dibattuto negli ultimi giorni: “È l’inizio dell’anno quindi vale la pena cercare di avere un’impressione che guarda a tutto l’anno e al passato. Abbiamo affrontato molte sfide difficili in passato e le abbiamo superato grazie alle forze civili, agli enti politici… e possiamo riuscirci anche stavolta”.

Draghi ha ribadito i problemi che lo strumento della Dad ha causato negli ultimi due anni ovvero: “Effetti della diseguaglianza tra studenti per convicersi che questo sistema scolastico che può rendersi necessario in casi estremi provochi diseguaglianze tra nord e sud, tra chi sta più tempo in dad e chi meno, diseguaglianze che si riflettono sul loro futuro anche lavorativo”.

“Ai ragazzi e alle ragazze si chiede di non andare a scuola e poi vanno la sera in pizzeri a oa fare sport.

NOn ha senso, bisognerebbe richiudere tutto, ma non ci sono gli estremi per farlo. QUllo che bisogna respingere è un ricorso generalizzato alal didattica a distanza”.

E a chi gli ha chiesto un parere sui Presidenti di Regione che hanno manifestato perplessità ha ribadito: “Il Presidente Emiliano ha detto che è sempre d’accordo con Draghi anche senon è convinto. Dialogo sempre continuo e costruttivo. Il governo ha la priorità che la scuola sia aperta e in presenza”.

Il commento del ministro Bianchi

A fare eco a Draghi è il ministro dell’istruzione Bianchi, che ha detto: “Le rispondo con dei numeri, il numero dei docenti sospesi perché assenti dal 15 dicembre più di 4 giorni senza motivazione, a oggi rappresnetano lo 0,72% più del 99% ha deciso di vaccinarsi e questo da il senso di responsabilità ai nostri docenti. Assenti e in quarantena nel complesso un 6% e fra gli studenti siamo positivi e in quarantena intorno al 4,5% e siamo stati attivi in tutto questo periodo non siam mai stati fermi i comuni che hanno fatto ordinanza di chiusuyra sono il 3,7%“.

La domanda su un’eventuale crisi nella maggioranza

Il Presidente del Consiglio ha poi risposto a parte di una domanda in merito alla situazione della maggioranza che sembra essere in crisi. Senza sbilanciarsi, Draghi ha risposto: “L’esperienza di questi 11 mesi è stata l’esperienza di una larga maggioranza. L’unanimità è mlto importante purché il compromesso sia valido.(…) Le divergenze sono tante ma non sono mai state tante da impedire di agire. Dicono che Draghi non decide più ma alla fine siamo qua e stanno dimostrando che la scuola aperta è una priorità questo non era il modo in cui il problema veniva affrontato in passato”.

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