Cronaca Nera

Roberta Ragusa, la difesa di Antonio Logli: “C’è un nuovo testimone chiave”. Chiesta la revisione del processo

La difesa di Antonio Logli piazza il colpo: chiesta la revisione de processo per l'omicidio di Roberta Ragusa, ci sarebbe un super testimone e nuovi elementi per provare l'innocenza di Logli.
Roberta Ragusa, la difesa di Antonio Logli: "C'è un nuovo testimone chiave". Chiesta la revisione del processo

Possibile colpo di scena nel caso Roberta Ragusa: proprio nel giorno del decimo anniversario della scomparsa e presunta morte della 44enne, la criminologa che lavora assieme alla difesa del marito Antonio Logli ha annunciato che ci sarebbe un nuovo testimone chiave che potrebbe costituire l’elemento principe per chiedere e ottenere la revisione del processo a carico del marito della donna.

La criminologa di Antonio Logli rivela: “Il nostro teste può mettere in crisi l’accusa”

Il 13 gennaio del 2012 Roberta Ragusa spariva nel nulla dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme. La sua scomparsa, pur senza il ritrovamento di un corpo, è stata considerata come omicidio da parte dei giudici, che fino al terzo grado di giudizio hanno ritenuto colpevole il marito della donna, Antonio Logli.

Nel 2019 la Corte di Cassazione lo ha condannato in via definitiva a 20 anni di carcere per omicidio e distruzione di cadavere, e gran parte dell’impianto accusatorio si è basato sulla testimonianza del vicino di casa Loris Gozi: è stato lui ad aver dichiarato di aver assistito ad un litigio tra la Ragusa e Logli proprio la sera della scomparsa.

Su questa testimonianza si basa la richiesta di revisione del processo che i legali dell’uomo e la criminologa Anna Vagli hanno intenzione di presentare alla Corte d’appello di Genova.

Come dichiarato in un’intervista a Fanpage, ritengono di avere in mano nuovi elementi sufficienti per ottenere la riapertura del caso: “Siamo pronti al deposito della relativa istanza. Essa si baserà in maniera principale su di un nuovo testimone chiave, capace di mettere in discussione l’intero impianto accusatorio” ha dichiarato. Non solo, sarebbero stati trovati nuovi elementi nella soffitta di casa Logli.

Roberta Ragusa, il supertestimone e gli scritti in soffitta: le armi della difesa di Logli

La criminologa, che lavora assieme all’avvocato Vernazza e alla dottoressa Accetta, è convinta di avere in mano quelle nuove prove necessarie a provare l’innocenza di Antonio Logli, sostenuta anche dai due figli della coppia Daniele e Alessia.

La prima arma, viene riportato sarebbe questo super testimone: “Ci ha rivelato di aver ricevuto una confessione importante da parte di Loris Gozi“. Nello specifico, “gli avrebbe infatti raccontato di non aver visto Logli la sera della scomparsa della Ragusa“. Il teste quindi sarebbe in grado di “rovesciare la condanna di Logli“, le parole della criminologa riportate da Fanpage.

Il secondo elemento invece sarebbe emerso durante un sopralluogo nell’estate del 2021: “Durante quella attività siamo entrati in possesso di alcuni scritti appartenenti a Roberta Ragusa. In questi Roberta manifestava il suo senso di inadeguatezza“, motivazione che secondo la difesa sarebbe alla base del suo presunto volontario allontanamento.

Aveva dichiarato di volersene andare in un posto caldo come la Sicilia perché a casa non si sentiva apprezzata né dal marito né dai figli. Questi scritti ci hanno consentito di rafforzare la convinzione di un possibile allontanamento volontario” riporta Fanpage.

Per la difesa e il padre di Logli Roberta Ragusa non è morta

Tutto l’impianto difensivo di Antonio Logli si basa su una certezza: che Roberta Ragusa non sia morta. Lo crede anche la criminologa, che sottolinea come sarebbero state effettuate tutte le ricerche e le analisi possibili. La Vagli riporta poi le parole della genetista forense incaricata del caso, Teresa Accetta: “Non c’è alcuna prova scientifica o testimoniale che dimostri, oltre ogni ragionevole dubbio, che la sig.ra Ragusa sia deceduta – e ancora – Nessuna soprattutto che attesti che il Sig.

Logli sia colpevole di omicidio e occultamento di cadavere. L’assenza di prove è una prova stessa“. Così la pensa anche il padre di Antonio Logli, che intercettato da Mattino Cinque News ha dichiarato: “Siamo convinti della sua innocenza. Antonio di salute sta bene e anche lui crede nella possibilità di una revisione; deve venire fuori la verità“.

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