Cronaca Italia

Covid-19, stato d’emergenza verso la scadenza senza rinnovo: calano i contagi, il governo pensa alle riaperture

Confermata la decrescita dei contagi di Covid-19 in Italia, dove si pensa alle prossime mosse per allentare le restrizioni, come la fine dello stato d'emergenza.
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Il Covid-19 sta finalmente esaurendo la quarta ondata e, secondo i dati a disposizione, la curva epidemiologica si sta abbassando. Una situazione che fa intravedere uno spiraglio rispetto alle restrizioni in atto per contenere i contagi, che potrebbero presto essere allentate. Il 31 marzo inoltre scadrà lo stato d’emergenza, che il governo sembra intenzionato a non rinnovare in caso i numeri restino stabili. Via libera anche alle discoteche, che riaprono venerdì 11 febbraio, mentre si pensa anche a un alleggerimento delle regole sul green pass.

Covid-19, Brusaferro: “Fase di chiara decrescita

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, mostra i dati relativi al monitoraggio settimanale di Covid-19 in Italia.

La curva continua a decrescere“, spiega Brusaferro, “Il dato si conferma in decrescita, anche in proiezione, anche grazie ai valori che ci vengono presentati per l’Rt. Sia quelli per i pazienti con sintomi, sia quelli dei pazienti ospedalizzati, si mantengono sotto la soglia epidemica“.

Un trend che conferma quanto sperato, cioè l’esaurirsi della quarta ondata che ha permesso anche il decadere dell’obbligatorietà delle mascherine all’aperto. Come sottolinea il portavoce del Comitato Tecnico Scientifico: “Questo indica che siamo in una fase di chiara decrescita“, per quanto resti “Elevata la circolazione ancora in tutto il continente, ma è evidente la decrescita che è in atto in più Paesi“.

La decrescita interessa “quasi tutte le Regioni, e anche le varie province” e “si traduce un po’ in tutte le fasce d’età, ma le fasce d’età più giovani” sono “caratterizzate da maggiore circolazione“.

La variante Omicron dominante in Italia: il rischio di reinfezione

Le buone notizie sono offuscate dall’alta circolazione della variante Omicron, con cui “è possibile un fenomeno di reinfezione anche per chi precedentemente ha avuto l’infezione di Sars-Covid-2 con altre varianti“, spiega Brusaferro.

I dati della flash survey dell’Iss effettuata il 31 gennaio evidenzia “la quasi totale circolazione nel Paese, con il 99,1%“.

Fine stato di emergenza il 31 marzo: improbabile il rinnovo

I dati sembrano spingere all’ottimismo per quanto riguarda la fine dello stato di emergenza, che il governo sembra orientato a non prorogare in caso il Covid-19 resti a bada. Lo stato di emergenza è in vigore dal 31 gennaio 2020, ma se l’affanno degli ospedali dovesse diminuire potrebbe terminare nel prossimo mese.

In quel caso rimarrebbero comunque dei nodi da sciogliere per la maggioranza Draghi, come il lavoro da remoto, che vede diversi pareri sul tavolo.

Con la fine dello stato d’emergenza cambierebbe anche il coordinamento tra Stato e Regioni, con quest’ultime che si troverebbero a gestire la campagna vaccinale, oltre al venir meno delle cabine di regia. Decadrebbe la figura del commissario straordinario, con la suddivisione delle Regioni per colore e l’apporto del Comitato tecnico scientifico per le decisioni sul contrasto alla pandemia.

Verso la modifica delle regole del green pass

Il governo sembra deciso ad arrivare al 31 marzo in sicurezza, e per questo prevedere un decrescere graduale delle restrizioni.

Per quanto riguarda il green pass, l’allentamento partirebbe dai luoghi all’aperto, inizialmente bar e ristoranti. La cancellazione dell’obbligo sarebbe poi a fasi, ma per palestre, cinema e teatri potrebbe volerci ancora del tempo. Il 15 giugno, invece, ci sarà un’ulteriore tappa: la scadenza l’obbligo di vaccinale per gli over 50.

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