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Fine vita salvo, la Camera boccia l’emendamento soppressivo di Lega e FI sul disegno di legge per l’eutanasia

Bocciati gli emendamenti soppressivi sul disegno di legge per il fine vita: la Camera salva la proposta e vota contro Lega e Forza Italia. La discussione va avanti.
Fine vita salvo, la Camera boccia l'emendamento soppressivo di Lega e FI sul disegno di legge per l'eutanasia

La discussione sulle legge per il fine vita va avanti: due giorni dopo la bocciatura del referendum sull’eutanasia legale, la Camera affossa l’emendamento soppressivo avanzato da Lega e Forza Italia che, di fatto, avrebbe fatto fallire il disegno di legge. Esultano i partiti che sostengono il progetto, ma il fine vita è ritenuto un intervento peggiorativo dall’associazione Luca Coscioni e Marco Cappato.

No della Camera all’emendamento soppressivo del fine vita: si va avanti

Se lo veda il Parlamento: così si è espresso il Presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, sul tema dell’eutanasia, dopo averne bocciato il quesito referendario.

Un no che la Consulta ha motivato dicendo che “non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana“. La questione ora torna nelle mani del Parlamento, che dopo uno stop ha ripreso la discussione forte della necessità di ricucire lo strappo tra il Paese e la decisione della Corte.

Un primo passo è stato fatto: questa sera la Camera ha respinto l’emendamento soppressivo all’articolo uno del testo, proposto da Lega e Forza Italia. 262 i no e 126 i sì: a marzo si potrà quindi continuare a discutere la legge. Se invece l’emendamento fosse passato, avrebbe sostanzialmente segnato la prematura fine della proposta sul suicidio assistito.

La Camera salva il pdl sul fine vita: le reazioni dopo il voto

Maurizio Lupi, nel suo intervento alla Camera, l’aveva definito “uno momenti più alti del Parlamento“. La discussione su un tema fondamentale come la possibilità di ricevere aiuto a porre fine alla propria vita in caso di grave e irreversibile malattia e sofferenza, è tanto delicato quanto fondamentale. Filtra entusiasmo dalla parte dei partiti che sostengono la legge sul fine vita: “Un segnale positivo da parte dell’Aula che spero venga accolto positivamente da quel vasto pezzo di società che si è sentito deluso per la non ammissione del quesito referendario” è il commento riportato da Adnkronos di Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputato M5S.

La capogruppo PD alla Camera, Debora Serracchiani, parla di “Primo passo positivo della legge sul suicidio assistito con la bocciatura dell’emendamento soppressivo su cui era stato chiesto il voto segreto“. “Respinto il tentativo di Lega e Forza Italia di affossare la legge sul fine vita con voto segreto chiesto da Fdi – sottolinea invece il deputato Pde Francesco BocciaAbbiamo il dovere di fare presto una legge giusta e attesa da troppo tempo dagli italiani“.

Suicidio assistito, Marco Cappato è contrario al disegno di legge

I proclami della politica circa la necessità di andare avanti con la legge sul suicidio assistito per ridare fiducia agli italiani traditi, però, non trova il sostegno dei promotori del referendum sull’eutanasia legale, ovvero il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni Marco Cappato. Per l’attivista, che ha aperto la strada con la storica sentenza del 2019 che lo vede coinvolto nel caso Dj Fabo, “il testo base all’esame della Camera è peggiorativo della situazione attuale“.

Il disegno di legge, per Cappato, “restringe le possibilità di accesso all’aiuto al suicidio” perché sarebbe ristretto solo ai casi di contemporanea sofferenza fisica e psichica, senza quindi tenere conto di quei casi in cui la sofferenza è insopportabile e irreversibile anche senza macchinari.

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