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Ucraina: l’Occidente ipotizza “bluff” di Putin su de-escalation, bombardieri russi nel Mediterraneo

Nessuna de-escalation, ma altri 7mila soldati russi al confine con l'Ucraina per un totale di oltre 150mila. È l'accusa degli Stati Uniti alla Russia nello scenario di una guerra imminente.
Ucraina, l'Occidente ipotizza "bluff" di Putin su de-escalation: bombardieri nucleari russi nel Mediterraneo

Nessuna de-escalation, ma soltanto un “bluff” per ingannare l’Occidente sulla prossima mossa: l’invasione dell’Ucraina. Sarebbe questo, secondo gli allarmi lanciati dalla Casa Bianca nelle ultime ore dopo l’annuncio del ritiro delle truppe russe dal confine e dalla Crimea, lo scenario a cui lavorerebbe il Cremlino all’ombra di una dichiarata propensione a negoziare. Lo spettro della guerra non solo non sembra allontanarsi dalla scacchiera, ma appare addirittura più imponente nelle più recenti informazioni in arrivo sulla crisi che sta tenendo in scacco Europa e Stati Uniti. Uno scontro di “nervi” che, secondo il presidente USA Joe Biden, potrebbe sfociare nelle armi “in ogni momento”.

Putin intanto avrebbe avviato una massiccia serie di esercitazioni militari nel Mediterraneo, secondo un piano previsto circa un mese fa, con lo schieramento di bombardieri con capacità nucleari e caccia dotati di missili ipersonici. Pronti, secondo alcuni, a lanciare una offensiva che arrivi in brevissimo tempo al cuore nevralgico della tensione: Kiev.

Ucraina, occhi puntati sul presunto “bluff” di Putin su de-escalation. Usa: “Altri 7mila militari russi al confine

Il clima di cauto ottimismo sul margine di manovra occidentale in merito alla crisi tra Ucraina e Russia si sarebbe ridotto notevolmente.

A ricalcare il perimetro di una situazione potenzialmente esplosiva, con un “innesco” possibile nel brevissimo periodo, sono le prospettive avanzate da fonti vicine alla Casa Bianca: non solo la Russia avrebbe “mentito” sulla de-escalation al confine, ma un attacco sarebbe ritenuto scenario pronto a tradursi in realtà “da un momento all’altro“.

Secondo le ultime notizie rilanciate dalle agenzie di stampa, il ritiro delle truppe annunciato da Mosca sarebbe ritenuto un “bluff” da più parti. Attualmente, stando alle stime dell’intelligence USA, lo schieramento di militari russi sarebbe aumentato di 7mila unità portandosi a quota oltre 150mila.

La Russia aspetterebbe solo di mettere in atto un’operazione per creare un falso pretesto al fine di avviare il suo piano di invasione sull’Ucraina.

Le valutazioni dell’America di Biden, riporta Cnn, porterebbero a ipotizzare che Vladimir Putin sia in grado di lanciare un’offensiva su vasta scala contro l’Ucraina da un momento all’altro, ma lo scetticismo occidentale accarezza anche l’ipotesi che non abbia ancora preso una decisione.

Crisi Ucraina – Russia: il giallo del “ponte” per l’invasione di Kiev e i bombardieri nucleari russi nel Mediterraneo

Al momento, l’Occidente non avrebbe incassato segnali tangibili di una concreta distensione sull’asse rovente Mosca-Kiev.

Il presidente americano Joe Biden e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno sollecitato Mosca a fornire prove concrete di de-escalation, ma da più parti, secondo quanto riferito dalla Cnn, avanzerebbe il sospetto che il ritiro delle truppe dal confine sia soltanto un diversivo per distrarre Europa, Regno Unito e Stati Uniti da una realtà incandescente: un imminente attacco all’Ucraina.

L’annuncio del Cremlino sulla parziale conclusione delle esercitazioni militari non rassicura la Nato che “continua a non vedere alcun ritiro delle truppe russe dai confini“, ha sottolineato il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg. E questo mosaico di sospetti avrebbe una carta alla mano: immagini satellitari che, riferisce Cnn, mostrerebbero l’entità del bluff dello ‘zar’.

Mentre l’Occidente, con l’Italia pronta “a fare la sua parte”, punta a un rafforzamento sulla linea est per arginare il rischio di conflitto, funzionari americani starebbero “osservando” alcune manovre sospette che mostrerebbero la costruzione di un ponte su un fiume chiave in Bielorussia, secondo alcuni analisti a supporto del piano di invasione russo per accelerare la presa su Kiev.

Un giallo su cui non ci sarebbero conferme o smentite ufficiali.

E un altro sintomo alimenterebbe i timori occidentali: la Russia avrebbe avviato una maxi esercitazione nel Mediterraneo, parte di un piano previsto dal mese scorso, con l’impegno di un importante sforzo militare nella base aerea di Khmeimim, in Siria. Attualmente vi sarebbero schierati bombardieri russi a lungo raggio con capacità nucleare e caccia dotati di missili ipersonici Kinzhal.

Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Tass, citando il Ministero della Difesa russo, secondo cui velivoli Tu-22M3 e MiG-31K parteciperebbero a una imponente serie di manovre mediterranee.

Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky smentisce Mosca sul ritiro delle truppe e si prepara alla guerra

Nel mezzo della complessa partita a scacchi tra Russia e Occidente, l’Ucraina si dice pronta anche al peggiore degli scenari, la guerra, e il presidente Volodymyr Zelensky smentisce Mosca sulla de-escalation: “Le truppe russe non se ne vanno davvero, si avvicendano“. Parole che tengono il fuoco dell’attenzione concentrato sul chiodo fisso di una sostanziale imprevedibilità delle mosse della Russia.

La Russia al contrattacco nella “guerra di nervi” con l’Occidente: “Disinformazione

Dall’altra parte, il Cremlino respinge al mittente le accuse di giocare sporco usando l’inganno – anzitutto negando una “guerra ibrida” condita di pressione economica e diplomatica, depistaggi e cyberattacchi – e Mosca risponde anche attraverso l’ambasciata russa negli Stati Uniti, riporta l’agenzia Tass: “Listeria anti-russa in corso negli Stati Uniti non consente ai funzionari statunitensi di guardare obiettivamente alla situazione“.

A tale proposito, la Russia avrebbe chiesto al Dipartimento di Stato americano di “smettere di alimentare la ‘rabbia militarista’ dei giornalisti” con una campagna di “disinformazione sulla situazione in Ucraina. L’autoipnosi sull’inevitabilità dell’attacco russo persiste“. A seguire, l’intervento della portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: “Vorrei chiedere alle fonti di disinformazione statunitensi e britanniche di pubblicare il programma delle nostre imminenti invasioni per l’anno: mi piacerebbe pianificare le mie vacanze“.

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