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Zelensky annuncia che Draghi supporta l’uscita della Russia da SWIFT: “Nuova pagina nei rapporti fra i nostri stati”

Zelensky ha annunciato che Mario Draghi si sarebbe detto favorevole all'esclusione della Russia dallo SWIFT, durante un colloquio telefonico con il premier.
zelensky draghi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato via Twitter di un incontro telefonico con Mario Draghi, il quale avrebbe confermato il supporto all’uscita della Russia dallo SWIFT. La telefonata arriva dopo l’incidente diplomatico, dovuto probabilmente a un fraintendimento, tra i due presidenti ieri. Zelensky ha avuto contatti anche con Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen, che avrebbero assicurato l’arrivo di equipaggiamento militare e sopporto all’Ucraina per resistere all’invasione russa, al terzo giorno.

Draghi supporta l’uscita della Russia dallo SWIFT: l’annuncio di Zelensky

Il premier ucraino Zelensky ha twittato poco fa che “Questa è una nuova pagina nella storia dei nostri Stati.

Mario Draghi, durante una conversazione telefonica, ha supportato la disconnessione della Russia dallo SWIFT e la fornitura di assistenza alla difesa. L’Ucraina deve entrare a far parte dell’Ue“. Il messaggio arriva mentre Kiev resiste all’attacco russo, con la città circondata. Il presidente ucraino ha inoltre avuto contatti stamattina anche con Macron e von der Leyen, che hanno assicurato supporto economico e armi all’Ucraina.

Tweet di Zelensky

L’arma letale dello SWIFT: l’extrema ratio

Lo SWIFT, il sistema di pagamenti internazionali determinante nelle transizioni economiche tra vari Stati, viene considerata l’ultima carta da giocare contro la Russia.

Il blocco dell’accesso a questo circuito impedirebbe di fatto qualsiasi compravendita con Mosca, ma potrebbe avere ricadute pericolose ed è considerata un’arma a doppio taglio. Innanzitutto per il gas: in caso si fermassero le esportazioni russe, il prezzo salirebbe a livelli vertiginosi e la Russia potrebbe guadagnare comunque dall’aumento dei prezzi. Nulla esclude, inoltre, che Mosca possa decidere per la creazione di un sistema di pagamenti alternativo per i commerci, con Stati non antagonisti al regime di Putin.

Una possibilità remota ma non impossibile.

In Italia si è detto contrario all’esclusione della Russia dallo SWIFT Matteo Salvini. L’apertura del nostro Paese a questa possibilità è però determinante per dare forza alla minaccia di dure ritorsioni contro Mosca. Al momento l’uscita dal circuito di pagamenti internazionali, che sarebbe un durissimo colpo per la Russia, viene considerata più come un deterrente che una mossa prossima all’attuazione, nonostante la pressione degli Stati baltici che vorrebbero l’esclusione immediata di Mosca.

L’incidente diplomatico tra Ucraina e Italia: le parole di Draghi e Zelensky

La nota di Zelensky arriva dopo momenti tesi vissuti tra Italia e Ucraina, a seguito della reticenza italiana di propendere per le massime sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin.

Draghi ieri, durante l’informativa alla Camera, aveva dichiarato che non era riuscito a sentire telefonicamente Zelensky: “È stato un momento veramente drammatico quello della connessione con il presidente Zelensky. È nascosto in qualche parte a Kiev, ha detto che lui non ha più tempo, che l’Ucraina non ha più tempo, che lui e la sua famiglia sono l’obiettivo delle forze di invasione russa.

Oggi, stamattina (del 25 febbraio, nda) prima di venire qua mi ha cercato e abbiamo fissato un appuntamento telefonico per le 9.30, ma non è stato possibile poi fare la telefonata perché il presidente Zelensky non era più disponibile“.

Il premier ucraino ha replicato duramente: “La prossima volta proverà a spostare l’agenda di guerra per parlare con Mario Draghi“. Lo scambio è stato bollato come un fraintendimento tra i due, ma non è escluso pensare che Zelensky abbia voluto mettere pressione sull’Italia, che insieme a Germania, Cipro e Ungheria si è opposta alla mozione per cacciare la Russia dallo SWIFT durante il meeting europeo in cui si è votato il secondo pacchetto di sanzioni.

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