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Di Maio svela il piano italiano per fermare la guerra in Ucraina: le azioni del governo in 10 punti

Il piano in 10 punti dal governo italiano per fermare la guerra in Ucraina: l'annuncio del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, mentre nell'est Europa la situazione appare sempre più incandescente.
Di Maio svela il piano italiano per fermare la guerra in Ucraina: le azioni del governo in 10 punti

Un piano in 10 punti con altrettanti obiettivi per fermare la guerra e portare avanti una soluzione diplomatica alla crisi tra Ucraina e Russia: così il governo italiano, secondo quanto spiegato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, mette in campo una strategia orientata al ripristino della pace. Il titolare del dicastero spiega in cosa consiste.

Il piano del governo italiano per fermare la guerra in Ucraina: l’annuncio di Di Maio

Il ministro degli Esteri ha annunciato qual è il piano strategico dell’Italia per riportare l’Europa in una cornice di pace e stabilità dopo la gravissima crisi esplosa tra Mosca e Kiev.

Luigi Di Maio lo ha spiegato poche ore fa in un lungo post su Facebook, delineando i contorni di quello che sarà l’impianto dell’azione diplomatica italiana per far fronte alla crisi e alle incognite che ha seminato in seno all’Occidente.

Il punto di partenza, dei 10 elencati da Di Maio a ridosso del vertice Nato e degli attesi G7 e Consiglio europeo sul conflitto in corso in Ucraina, è il motivo del rigetto di una ipotesi no-fly zone chiesta dal leader ucraino Volodymyr Zelensky ai Paesi dell’Alleanza atlantica: “Rispondere alla guerra con un’altra guerra, più grande, sarebbe un errore imperdonabile.

In questa direzione va il nostro sforzo nel continuare il pressing con la diplomazia per riportare Putin al tavolo dei negoziati“.

Dal tetto prezzi gas alle nuove fonti energetiche: i punti del piano italiano per pace e stabilità

Di Maio ha inoltre spiegato che lo sforzo italiano per frenare lo spettro di una crisi su scala globale passa anzitutto per le prime azioni messe in campo dal governo: “Tetto massimo ai prezzi del gas, interventi per mitigare i costi dell’energia e fondo compensativo per aiutare gli Stati membri. Le prime risposte arrivano, oggi c’è stato il via libera Ue agli aiuti di Stato per il caro energia“.

I Paesi “ostili” nella lettura degli eventi fornita da Putin, tra cui anche l’Italia, devono necessariamente passare per la diversificazione delle fonti energetiche affinché si tagli il “cordone” che tiene parte dell’Occidente legato alla Russia sulle forniture. In quest’ottica di acquisizione di un margine sempre più ampio di indipendenza, l’esecutivo ha recentemente intensificato le relazioni bilaterali con Paesi quali Algeria, Qatar, Congo, Angola e Mozambico. “Dobbiamo renderci autonomi dal gas russo – ha sottolineato Di Maio – ed evitare ricatti“.

Di Maio, ancora più sanzioni alla Russia: “Dobbiamo affondare la loro economia

Nell’architettura del piano italiano articolato in 10 punti e spiegato da Di Maio, c’è posto anche per una recrudescenza nelle sanzioni da imporre alla Russia per la sua condotta contro l’Ucraina e per le reiterate minacce di forza all’Occidente.

Andiamo avanti per colpire l’economia russa, a sua volta usata per finanziare l’esercito di Putin. Dobbiamo fare affondare la loro economia e mettere all’angolo un governo che continua a bombardare un popolo inerme e senza colpe“, ha sottolineato il titolare della Farnesina nel descrivere il quinto punto.

Cessate il fuoco localizzati tra gli altri obiettivi dell’Italia sulla crisi ucraina, ma per Zelensky non basta

L’Italia ha presentato all’Europa una proposta per l’attuazione di corridoi umanitari e cessate il fuoco localizzati al fine di condurre evacuazioni in sicurezza dei tanti civili ancora intrappolati sotto le bombe.

Adesso l’imperativo categorico è fare di tutto per evitare altri morti innocenti – spiega Di Maio –. Siamo costantemente al lavoro per ottenere una tregua vera e aiutare così i civili a mettersi in salvo“.

Secondo il ministro, sostenere la resistenza di Kiev contro il Cremlino significa proteggere l’intero continente: “Sosteniamo l’Ucraina a livello umanitario e con risorse economiche, beni di prima necessità e armi per l’autodifesa“.

Una posizione su cui però il presidente ucraino Zelensky chiede maggiore sostegno perché ora l’armamento difensivo non basterebbe più: Kiev chiede alla Nato armi offensive e aerei. La risposta – anche in questo caso negativa come per la chiusura dello spazio aereo (la cosiddetta no-fly zone) – è stata sintetizzata dal segretario generale Nato Jens Stoltenberg.

Mai più, per favore, non diteci mai che il nostro esercito non soddisfa gli standard Nato. Abbiamo mostrato di cosa sono capaci i nostri standard. E quanto possiamo dare alla sicurezza comune in Europa e nel mondo“. Così Zelensky, in una nota dalle tinte ruvide, ha replicato alla ferma posizione dell’Alleanza sul non intervento nel suo Paese.

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