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Stasera Italia, Luigi Di Maio attacca Putin per i “ricatti” sul gas: cosa vuole fare adesso l’Italia

Luigi Di Maio interviene a Stasera Italia e torna a parlare del ricatto russo sul pagamento del gas in rubli: il piano italiano e cosa succederà adesso.
Stasera Italia, Luigi Di Maio attacca Putin per i "ricatti" sul gas: cosa vuole fare adesso l'Italia

Il ministro Di Maio, appena qualche giorno fa, aveva attaccato la Russia poco prima di partire con il premier Draghi per l’Ucraina: “Domani mattina sarò con il presidente Draghi in Algeria per firmare un accordo sul gas che ci permetterà di fronteggiare gli eventuali ricatti russi sul gas. La parola ricatto aveva scatenato la reazione russa, che non ha fermato comunque l’accordo tra Italia e Algeria su gas e rinnovabili. Appena qualche ora fa, Di Maio è tornato a parlare proprio del “ricatto” russo.

Luigi Di Maio sul pagamento del gas in rubli

Durante la trasmissione Stasera Italia, il ministro degli Esteri è tornato sulle forniture di gas russo e sull’eventuale pagamento in rubli: “Non possiamo subire nessun ricatto da parte della Russia“, sottolinea ancora, senza fare passi indietro.

L’altro tema è che non possiamo pagare per le famiglie e le imprese italiane il costo di questa guerra all’infinito: per questo motivo stiamo avviando una serie di diversificazioni energetiche per cui prenderemo energia, gas e altro da altri Paesi“. Poi è entrato nel merito dei nuovi accordi con l’Algeria: “Abbiamo una importante relazione con l’Algeria che adesso si è rafforzata. Ieri con il presidente Draghi siamo stati in Algeria a firmare un accordo importante che vale fino a 9 miliardi di metri cubi di gas.

Sono stato in Mozambico, Congo, Angola, Arzebaijan e in Qatar e con tutti questi Paesi nei prossimi mesi e anni rafforzeremo la partnership energetica“. Di Maio sottolinea ancora il lavoro che sta facendo in Europa: “Stiamo facendo una grande battaglia in Europa per stabilire un tetto massimo al prezzo del gas“.

Di Maio sul massacro di Bucha

Il discorso sul gas è strettamente collegato all’invasione russa in Ucraina.

In risposta alle speculazioni sull’ipotesi che i massacri siano solo una messinscena, il ministro replica: “Chi fa negazionismo alimenta la propaganda russa che a sua volta alimenta la guerra e quindi morte e orrore”.

E ancora, riferendosi anche al massacro di Bucha, sottolinea: “È vergogno che ancora si possa pensare che tutti quei morti siano finzione ed effetti speciali“. Sul futuro spiega: “Nei prossimi giorni manderemo il nostro ambasciatore a Kiev perché vogliamo riaprire l’ambasciata a Kiev“. Poi conclude: “Ce la metteremo tutta, prima per ottenere un cessate il fuoco e poi per arrivare a una conferenza di pace, ci stiamo lavorando anche con la Turchia.

L’Italia è al tavolo di chi lavora per la pace“.

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