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Zelensky avverte sul pericolo che la Russia usi il nucleare: “Tutto il mondo dovrebbe essere preoccupato”

Il premier Zelensky ritiene credibile l'uso di nucleare tattico da parte di Mosca e chiede più armi all'Occidente per velocizzare il ritorno della pace.
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Volodymyr Zelensky non ha dubbi sul fatto che Vladimir Putin sia pronto a ricorrere alle armi nucleari tattiche nella guerra in Ucraina, un avvertimento che ricalca le considerazioni espresse dal capo della CIA ieri. Il presidente ucraino ha avuto un lungo colloquio con la CNN, rispondendo a domande sullo stato della resistenza all’invasione: le perdite militari sono state ingenti, ma non superiori in proporzione a quelle dei russi, che scontano anche l’affondamento dell’incrociatore Moskva, che ha avuto un forte impatto emotivo per entrambi gli schieramenti.

Zelensky: uso di armi nucleari in Ucraina “potrebbe essere vero”

Jake Tapper della CNN ha intervistato il presidente Zelensky nel Palazzo presidenziale a Kiev, ripercorrendo con lui gli aspetti al momento più preoccupanti della guerra in Ucraina.

Al centro anche quanto dichiarato dal direttore della CIA Bill Burns, secondo cui l’uso di armi nucleari tattiche da parte di Mosca non sarebbe impossibile.

Alla domanda se fosse preoccupato da questo scenario, Zelensky ha replicato: “Non solo io, tutto il mondo, tutti i Paesi devono essere preoccupati perché potrebbe non essere una vera informazione, ma potrebbe essere vero“. Per il presidente ucraino, l’utilizzo del nucleare tattico o di armi chimiche da parte russa non sarebbe sorprendente, “perché per loro la vita delle persone non vale niente“.

Zelensky ha avvertito che “non dovremmo essere spaventati, dovremmo essere pronti. Ma non è solo una questione per l’Ucraina, ma per il mondo intero, penso“.

Tra le truppe ucraine persi tra i 2.500 e i 3mila uomini

Secondo quanto riferito dal presidente Zelensky, le perdite tra i militari ucraini sarebbero quantificabili in un range che va dai 2.500 ai 3mila. Numeri ingenti, ma comunque molto inferiori rispetto a quelle che si pensano siano le perdite sul fronte russo, che anche Mosca è stata costretta a riconoscere per bocca del portavoce di Putin, Dmitry Peskov.

Non ci sono cifre ufficiali e credibili, con Kiev che stima le perdite di Mosca in circa 20mila uomini, probabilmente gonfiate a fini della propaganda e sottostimate con lo stesso intento dalla Russia, che ne ha confermate poco più di 1300.

Diverso il discorso dei civili, che continuano a morire a migliaia nell’offensiva russa. “È molto difficile parlare dei civili, dato che il Sud del nostro Paese, dove villaggi e città sono isolate – Kherson, Berdyansk, Mariupol nell’Est, e l’area dove si trova Volnovakha – Noi non sappiamo quante persone siano morte in quelle aree“, ha commentato Zelensky.

Il Moskva affondato da missili ucraini, Zelensky non conferma

Per quanto riguarda il Moskva, l’ammiraglia russa della flotta del Mar Nero, affondata ieri, il Pentagono ha confermato la versione di Kiev, che attribuisce la distruzione dell’incrociatore a missili Neptune ucraini. La Russia ha risposto con una recrudescenza dei bombardamenti nell’area di Kiev, dove è stata colpita la fabbrica di armi Vizar, dove sono prodotti proprio i missili Neptune.

In merito al ruolo dell’Ucraina nell’affondamento della Moskva, Zelensky ha dichiarato: “Sappiamo che non esiste più.

Per noi era una forte arma contro il nostro Paese, quindi il suo affondamento non è una tragedia. Meno armi la Federazione Russa ha per attaccare il nostro Paese, meglio per noi“.

L’appello del premier ucraino: “Più armi arrivano, prima ci sarà la pace”

Nel suo discorso alla nazione ieri notte, Zelensky ha rilanciato la richiesta per l’invio di armi parlando della durata della guerra: “Se qualcuno dice anni, rispondo che potremmo ridurre i tempi della guerra. Più armi arriveranno di quelle richieste, e prima arriveranno, più forte sarà la nostra posizione e prima arriverà la pace“.

Importanti i fattori militare ed economico: “Il successo dei nostri militari sul campo di battaglia è veramente significativo, storicamente significativo. Ma non è ancora abbastanza per ripulire il nostro territorio dagli occupanti“, ha dichiarato il presidente. Sulle sanzioni, Zelensky commenta che “non è ancora abbastanza per lasciare la macchina militare russa senza mezzi di sussistenza, ne incoraggiamo di più forti e distruttive“.

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