Cronaca Nera

Disabile mentale giustiziato a Singapore: la Corte ha confermato l’esecuzione nonostante le proteste

Un uomo di 34anni, affetto da disabilità mentale, è stato giustiziato a Singapore dopo 10 anni trascorsi nel braccio della morte. Inutili i ricorsi e le proteste a livello internazionale.
Disabile mentale giustiziato a Singapore: la Corte ha confermato l'esecuzione nonostante le proteste

Un disabile mentale è stato giustiziato dopo aver perso una lunga battaglia legale contro la sentenza di morte. L’uomo era stata arrestato nel 2009 e la famiglia non ha mai smesso di chiedere una commutazione della pena.

Disabile mentale giustiziato a Singapore: l’annuncio della condanna per impiccagione

Nagaenthran K. Dharmalingam, 34enne di origine malese, è stato giustiziato a Singapore. Arrestato nel 2009 e condannato a morte nel 2010, le perizie svolte nel corso degli anni avevano stabilito che il quoziente intellettivo dell’uomo fosse pari a 69, un livello che lo avrebbe qualificato come disabile mentale.

Nonostante il diritto internazionale in materia di diritti umani vieti espressamente l’esecuzione di un disabile mentale, la condanna è avvenuta tramite impiccagione nella prigione di Changi. A darne conferma è stata Kirsten Han, coordinatrice della ONG Transformative Justice Collective, che ha annunciato l’avvenuta esecuzione all’agenzia spagnola EFE. A marzo, la corte di Singapore aveva respinto il ricorso presentato dalle autorità della Malesia, rifiutando così la possibilità di commutare la condanna a morte.

Perché un disabile mentale è stato giustiziato a Singapore: le proteste internazionali

Nagaenthran K.

Dharmalingam era stato arrestato al suo ingresso a Singapore nel 2009, durante un controllo avvenuto in un posto di blocco, perché era stato trovato in possesso di una piccola quantità di eroina. Le leggi in materia di droga e narcotraffico a Singapore sono tra le più severe in tutto il mondo e per questo il 34enne era stato condannato alla pena capitale già nel corso dell’anno successivo, il 2010.

L’ultimo ricorso presentato, nella speranza di salvare infine il 34enne, era stato avviato dalla madre dell’uomo. Anche quest’ultimo tentativo è stato respinto dal tribunale di Singapore.

Il caso è stato seguito nel corso degli anni ha numerose organizzazioni, tra cui Amnesty International, e ha coinvolto anche le Nazioni Unite e l’Unione Europea. Oltre 300 persone si sono riunite in segno di protesta presso l’Hong Lim Park di Singapore, per contestare l’esecuzione di Nagaenthran ma anche l’imminente condanna a morte di un altro uomo arrestato per lo stesso reato.

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