Cronaca Italia

Mihajlovic dimesso dall’ospedale dopo gli interventi per la leucemia: il calvario lungo più di 2 anni

Mihajlovic lunedì 2 maggio è stato dimesso dall'ospedale nel quale era ricoverato da più di 30 giorni a causa di una possibile insorgenza della leucemia miloide acuta.
sinise mihajlovic dimesso dall'ospedale

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Bologna, lascia l’ospedale nel quale era ricoverato dal 29 marzo, dopo 34 giorni di prognosi. Il tecnico era stato ricoverato per alcuni interventi fini a scongiurare una possibile insorgenza della leucemia mieloide acuta, ad alto rischio, che lo colpisce da anni. Ne aveva parlato la prima volta nel 2019, subendo anche un trapianto di midollo l’anno successivo.  

Mihajlovic lascia l’ospedale: referto positivo  

Mihajlovic, insomma, nella giornata di oggi, 2 maggio, è stato dimesso dall’ospedale nel quale era ricoverato da più di un mese. L’aveva annunciato con una conferenza stampa a sorpresa, nella quale aveva raccontato di aver fatto alcune analisi, che avevano evidenziato il rischio di una nuova insorgenza della leucemia mieloide contro la quale combatte da anni.

 

A quanto riporta la Gazzetta dello sport, il referto degli esami sarebbe positivo ed incoraggiante, con valori rientrati all’interno della soglia di sicurezza. Nel corso del suo mese di ricovero, però, Mihajlovic si è dato comunque da fare per il suo Bologna, allestendo uno speciale tavolo di comando nella camera d’ospedale, a stretto contatto con i suoi collaboratori.  

Mihajlovic e la leucemia 

La prima volta che Mihajlovic aveva parlato della leucemia era luglio 2019, attraverso una conferenza stampa con la quale si prendeva un primo stop.

Aveva subito un complicato e doloroso trapianto di midollo, raccontato poi a cuore aperto ai microfoni di Verissimo.

Anche in quell’occasione i primi riferiti erano stati positivi e lasciavano ben sperare. 

L’alto rischio che caratterizza la leucemia mieloide di Mihajlovic, però, non permette di abbassare troppo la guardia. Ecco, quindi, che da alcune analisi fatte dall’allenatore del Bologna sarebbero emersi “alcuni campanelli di allarme e potrebbe presentarsi il rischio di una ricomparsa” della leucemia, come ha dichiarato nel corso della conferenza tenuta il 26 marzo.

 

L’allenatore, però, non si perde d’animo, e d’altronde aveva già dichiarato di non aver “mai avuto un momento in cui ho pensato di non vincere”.  

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