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Roma, riconoscimento facciale per il Giubileo? Interviene il Garante: come stanno le cose

Pubblicato: 15/05/2024 12:29
riconoscimento facciale

Italia “modello Cina”? A quanto pare sì, almeno a Roma. C’è, infatti, un allarme per quanto riguarda l’introduzione del riconoscimento facciale. Lo scorso 6 maggio l’agenzia di stampa Ansa aveva dato notizia che la capitale si stesse preparando a introdurre nelle sue metropolitane questo nuovo sistema di videosorveglianza dotato di riconoscimento facciale in vista del Giubileo. La nuova strumentazione è stata anche inserita nelle gare d’appalto per l’ammodernamento delle stazioni ferroviarie sotterranee. A destare i sospetti è che la misura non è stata annunciata ufficialmente, però le procedure sono partite. Ma come sottolinea L’Indipendente, sarebbe anche in contrasto con la moratoria attualmente in vigore che vieta l’installazione di sistemi di riconoscimento facciale in tutto il territorio nazionale fino al termine del 2025. Per questo anche il Garante della Privacy ha voluto vederci chiaro e ha chiesto ufficialmente al Comune di Roma che gli siano fornite maggiori informazioni in merito. (Continua a leggere dopo la foto)
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L’assessora alle politiche della sicurezza di Roma, Monica Lucarelli, ha dunque dovuto rispondere all’istruttoria del Garante, specificando che non saranno introdotte telecamere a riconoscimento facciale. Eppure le carte scoperte dai giornalisti dicevano altro. Il Comune parla dunque di “madornale fraintendimento”. L’informazione riportata dall’Ansa riferiva di un’audizione congiunta delle commissioni Giubileo e Mobilità del 6 maggio in cui l’assessore alla mobilità di Roma, Eugenio Patanè, aveva evidenziato la necessità di avviare due gare d’appalto per rimodernare le stazioni della metropolitana. Un doppio bando da 100 milioni di euro che include, tra le altre cose, il tanto criticato ammodernamento del sistema di videosorveglianza. In quell’occasione si è discusso – come riporta Walter Ferri – di strumenti “in grado di verificare azioni scomposte” su banchine e vagoni o, come ha chiarito in seguito l’assessora Lucarelli all’Adnkronos, di identificare “i comportamenti sospetti” adottati dai passeggeri. Sì, ma come si fa? (Continua a leggere dopo la foto)

Il Garante ha dei sospetti, e chiede come le videocamere possano espletare un simile compito pur assecondato la privacy dei viaggiatori e dei cittadini in generale. Conclude Ferri: “L’intenzione è quella di comparare il feed delle telecamere con un archivio di soggetti che, come sostiene Patanè, ‘si sono resi protagonisti in passato di atti non conformi e non idonei'”. E questo non è riconoscimento facciale? Nonostante le rassicurazioni delle istituzioni, permane dunque un grande dubbio. Il Garante intanto promette di studiare meglio il caso.

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