
Il quadro politico italiano continua a muoversi dentro una fase complessa, segnata da un equilibrio solo apparente tra stabilità e tensioni latenti. Da un lato c’è un Paese che guarda con attenzione alla tenuta delle istituzioni, alla capacità di governo e alla gestione di dossier delicati come l’economia, la politica estera e la giustizia. Dall’altro, resta evidente una distanza profonda tra cittadini e partiti, certificata da un livello di astensione e indecisione che non accenna a ridursi e che racconta una fiducia ancora fragile nel sistema politico nel suo insieme.
In questo contesto, le rilevazioni demoscopiche continuano a rappresentare una cartina di tornasole importante per misurare gli umori dell’elettorato. I sondaggi restituiscono l’immagine di un’Italia che, pur attraversata da difficoltà internazionali e interne, tende a confermare le scelte già compiute piuttosto che a cercare soluzioni alternative. È una dinamica che premia la percezione di solidità e penalizza chi fatica a offrire una proposta politica riconoscibile e unitaria.
Sondaggio Porta a Porta, quale partito arretra
È all’interno di questo scenario che si colloca l’ultima rilevazione realizzata da Only Numbers di Alessandra Ghisleri per “Porta a Porta”. La bussola politica degli italiani continua a puntare con decisione sul centrodestra, con Fratelli d’Italia che consolida la propria leadership e supera una soglia simbolica rilevante. Il partito guidato da Giorgia Meloni cresce di quasi un punto rispetto alla fine di novembre e si attesta al 30,5%, un dato che rafforza l’immagine di una forza di governo non solo resistente agli scossoni esterni, ma addirittura capace di allargare il proprio consenso.
La crescita di Fdi si riflette sulla tenuta complessiva della coalizione di centrodestra, che nel suo insieme arriva al 49,5% e mostra un incremento rispetto alla precedente rilevazione. Accanto al partito della presidente del Consiglio, Forza Italia scende al 9,2% e la Lega all’8,8%, ma il peso specifico di Fdi appare sufficiente a garantire compattezza e prospettiva all’alleanza. Sul fronte opposto, il Pd guadagna un punto e sale al 23,5%, ma la distanza resta ampia e il recupero sembra più un riassestamento interno che una reale minaccia per la maggioranza. Ancora più evidente è la difficoltà del Movimento 5 Stelle. Il partito di Giuseppe Conte affonda, perse quasi l’1% dei consensi e scende al 10,5%, vedendo ridimensionato il proprio ruolo di “secondo pilastro” dell’opposizione.
Il calo del Movimento 5 stelle e il “campo largo”
Il cosiddetto “campo largo” nel suo complesso arretra e si ferma al 44,7%, mentre il centrosinistra, inteso in senso stretto, resta molto distante dai numeri della coalizione di governo. Azione cresce lievemente al 3,5%, Italia Viva cala al 2,7% e +Europa sale all’1,6%, in un quadro frammentato che rende difficile costruire un’alternativa credibile e competitiva. A fare da sfondo, un dato che pesa come un macigno: gli astenuti e indecisi arrivano al 47%, segno di un’area enorme di elettorato che osserva ma non sceglie.
Il sondaggio affronta però anche un tema cruciale, quello della giustizia, e offre indicazioni altrettanto significative. Sul referendum confermativo relativo alla separazione delle carriere dei magistrati, così come approvata dal Parlamento, emerge una maggioranza relativa favorevole alla riforma. Il 38,3% degli intervistati voterebbe SÌ, contro il 29,4% di contrari, un segnale che indica una domanda di cambiamento forte e trasversale, ancora in attesa di una traduzione politica definitiva.
I risultati del sondaggio e le prospettive future
In conclusione, la rilevazione di Alessandra Ghisleri fotografa un Paese che continua a sostenere l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, rafforzando quella che molti definiscono una “luna di miele” ancora lontana dall’esaurirsi. Fdi supera il 30% e traina una coalizione salda, mentre l’opposizione appare frammentata e in affanno. Resta però sullo sfondo una larga fetta di cittadini che non si riconosce pienamente in nessuna proposta, elemento che rappresenta al tempo stesso un limite e una possibile variabile decisiva per gli equilibri futuri.


