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Sondaggio Bidimedia: centrodestra avanti, Campo Largo in affanno. Crescono indecisi e astensione

Pubblicato: 13/12/2025 09:50

Le nuove rilevazioni di Bidimedia descrivono un quadro politico fluido, dove anche minimi spostamenti percentuali sono in grado di incidere sugli equilibri tra maggioranza e opposizioni. In un contesto segnato da affluenza incerta e da un numero molto elevato di elettori indecisi, lo scenario nazionale appare dominato da margini sottili ma potenzialmente decisivi nei prossimi mesi. Il confronto tra i dati di fine novembre e quelli precedenti offre un’immagine aggiornata delle dinamiche interne alle coalizioni.

Centrodestra stabile e in lieve crescita

Il centrodestra guidato da Giorgia Meloni consolida il suo vantaggio e raggiunge complessivamente il 47%, ampliando il distacco dalle opposizioni.
All’interno della coalizione, il segnale più significativo arriva da Forza Italia, protagonista di un incremento rilevante. Più contenuti, invece, i movimenti di Fratelli d’Italia e della Lega, che arretrano di un decimale ciascuno pur mantenendo posizioni di forza.

Campo Largo in difficoltà

Sul fronte opposto, il Campo Largo – che riunisce Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e altre forze progressiste – scivola al 45%.
A pesare è soprattutto la flessione del Movimento 5 Stelle, mentre il Partito Democratico registra un lieve aumento. Tutte le altre componenti progressiste arretrano, contribuendo a un momentaneo indebolimento dell’alleanza.

Le forze minori del Campo Largo

Tra i partiti più piccoli del blocco progressista, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) scende al 6,8%. Un andamento leggermente negativo riguarda anche le altre liste:

  • Casa Riformista al 2,2%
  • +Europa all’1%
  • Partito Socialista Italiano allo 0,5%

Pur rappresentando quote ridotte, queste realtà incidono sulla solidità complessiva della coalizione, che attraversa una fase di lieve contrazione.

Partecipazione e peso degli indecisi

La partecipazione stimata resta molto bassa, compresa tra 51% e 55%, segno della perdurante distanza tra cittadini e politica.
Ancora più rilevante è la quota degli indecisi, che sale al 23%: un bacino ampio, capace di modificare profondamente equilibri che oggi appaiono consolidati.

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