
Nella quiete di una villa di Los Angeles, all’alba di una giornata che doveva essere come tante, si è consumata una tragedia che ha scosso il mondo del cinema. Rob Reiner, regista simbolo di una stagione irripetibile di Hollywood, e la moglie Michele Singer sono stati trovati senza vita nella loro abitazione. All’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso.
Secondo le prime informazioni, l’allarme sarebbe scattato nel pomeriggio, intorno alle 15.30 ora locale. La casa non presentava segni di effrazione, un dettaglio che ha subito indirizzato le indagini verso l’ambito familiare. Se in un primo momento era girata l’ipotesi che a uccidere la coppia con un coltello fosse stato il figlio Nick, che ha un passato di tossicodipendenza e risultava vivere senza fissa dimora. La Divisione Rapine e Omicidi del Dipartimento di Polizia di Los Angeles mantiene il massimo riserbo e sta verificando ogni elemento, ma è stato chiarito che al momento sarebbero stati sentiti vari parenti ma non ci sarebbe nessun sospetto
Le indagini e le prime ricostruzioni
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire le ultime ore di Rob Reiner, 78 anni, e di Michele Singer, 68. Al momento non emergono elementi che facciano pensare a un’aggressione dall’esterno, mentre restano da chiarire i rapporti interni alla famiglia e il contesto in cui sarebbe maturato l’omicidio. La scena del crimine è stata posta sotto sequestro e i rilievi proseguono.
Una carriera simbolo di Hollywood
Figlio dell’attore e comico Carl Reiner, Rob Reiner è stato uno dei nomi più riconoscibili del cinema americano, capace di firmare film entrati nell’immaginario collettivo come Harry ti presento Sally, Stand by Me – Ricordo di un’estate, Misery non deve morire e Codice d’onore. Nel 1999 gli era stata dedicata una stella sulla Hollywood Walk of Fame, un riconoscimento che lo aveva idealmente affiancato al padre, celebrato decenni prima. Sposato con Michele Singer dal 1989, dalla loro unione erano nati tre figli.


