
Un pedone ha perso la vita nella serata di martedì 16 dicembre 2025a Genova, travolto da un tir mentre attraversava una delle principali arterie della città. L’ennesimo episodio mortale sulle strade genovesi si è verificato intorno alle 19, in via Cantore, e ha riacceso l’allarme sulla sicurezza stradale e sul drammatico bilancio degli investimenti mortali che continuano a segnare il territorio.
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La vittima è Elio Arlandi, 67 anni, musicista molto conosciuto nell’ambiente blues. Arlandi era uno dei fondatori dei Big Fat Mama, storico gruppo nato nel 1979, nel quale suonava la chitarra. La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa anche sui social, dove amici e conoscenti hanno espresso dolore e incredulità per una scomparsa che ha colpito non solo la città, ma anche il mondo della musica.
L’incidente mortale in via Cantore
Secondo le prime ricostruzioni, Elio Arlandi sarebbe stato investito da un tir in via Cantore, una zona molto trafficata, soprattutto nelle ore serali. Dopo l’impatto, il mezzo pesante avrebbe trascinato il corpo dell’uomo per diversi chilometri, lungo corso Martinetti, fino alla zona del Belvedere di Sampierdarena. Una dinamica ancora al vaglio degli inquirenti, che rende l’episodio particolarmente grave e drammatico.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i volontari della Croce Oro di Sampierdarena, i vigili del fuoco e la sezione infortunistica della polizia locale, impegnata nei rilievi per chiarire con precisione quanto accaduto. Per il 67enne, però, non c’è stato nulla da fare: le ferite riportate si sono rivelate fatali.

Il ricordo di Elio Arlandi e la musica
Oltre alla tragedia stradale, la morte di Arlandi lascia un vuoto profondo nel mondo culturale cittadino. Chitarrista dei Big Fat Mama, Arlandi aveva contribuito alla nascita e alla crescita di una delle formazioni blues più note, insieme a Piero De Luca, Giampiero Esposito e Fiorenzo Bodelli. Un amico lo ha ricordato con parole cariche di emozione, sottolineando il legame tra la sua vita, la musica e i camion, che per anni avevano fatto parte del suo lavoro quotidiano, rendendo ancora più amaro e beffardo il destino che lo ha colpito.
Un martedì nero sulle strade liguri
Quella di Genova non è stata l’unica tragedia della giornata. Martedì 16 dicembre si è trasformato in un giorno nero per la Liguria, con tre vittime investite da tir. In mattinata, a Savona, una giovane di 22 anni, Valentina Squillace, ha perso la vita in un altro incidente mortale. Episodi diversi, ma uniti dallo stesso tragico filo rosso che attraversa le strade della regione.

Numeri allarmanti e record negativo
Il caso di Elio Arlandi si inserisce in un quadro già pesantissimo. Nel 2025, considerando la sola città di Genova, il bilancio è arrivato a dieci pedoni morti investiti, un dato che eguaglia il record negativo del 2018. Il numero cresce ulteriormente se si estende l’analisi all’intero territorio della Città Metropolitana, confermando una emergenza sicurezza che non può più essere ignorata.
Dietro questi numeri ci sono vite spezzate, famiglie distrutte e una lunga scia di sangue che impone una riflessione profonda. I dati sugli investimenti mortali evidenziano criticità strutturali e comportamentali che chiamano in causa istituzioni, amministratori e cittadini. La morte di Elio Arlandi diventa così l’ennesimo simbolo di una tragedia che si ripete, mentre cresce la richiesta di interventi concreti per fermare una spirale che, anno dopo anno, continua a mietere vittime sulle strade di Genova e non solo.


