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Il monito di Mattarella: “Spesa per la difesa poco popolare, ma ora necessaria”

Pubblicato: 19/12/2025 18:25

Parte dal richiamo alla pace il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciato durante la cerimonia degli auguri di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile al Quirinale.

«Abbiamo il dovere di coltivare e consolidare ogni spiraglio che si apra rispetto ai conflitti in corso, in Ucraina come in Medio Oriente», ha affermato il capo dello Stato, richiamando l’obiettivo di una “pace permanente”, citando le parole di Franklin Delano Roosevelt: «Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre».

Nel suo intervento, Mattarella ha ribadito più volte il concetto di pace come valore fondante: «Pace come affermazione del diritto sulla forza delle armi. Pace come condizione di libertà e di sviluppo», sottolineando il legame tra sicurezza, diritti e progresso.

Il presidente ha poi ricordato l’ottantesimo anniversario dello sbarco in Normandia, celebrato lo scorso anno alla presenza di alcuni reduci. «Nei loro sguardi – ha raccontato – ho colto, insieme all’orgoglio, il significato profondo della pace», richiamando la memoria storica come monito per il presente.

Una pace, ha aggiunto, costruita dall’Europa attraverso la relazione transatlantica, definita un patrimonio «irreversibile», perché radicato «nei sentimenti e nelle coscienze dei popoli», e che deve essere tutelato e rafforzato.

Nel passaggio dedicato alla difesa, Mattarella ha riconosciuto come la spesa militare sia spesso poco popolare, ma oggi più che mai necessaria: «Garantire strumenti efficaci di difesa collettiva è indispensabile per tutelare sicurezza e pace, nel rispetto del diritto internazionale».

Secondo il capo dello Stato, è fondamentale definire una strategia di sicurezza nazionale condivisa, capace di rispondere a nuovi rischi concreti e attuali, evitando allarmismi ma senza sottovalutare le minacce emergenti.

Dal tema della sicurezza, Mattarella è passato a quello delle sfide della democrazia, oggi messe alla prova da involuzioni autoritarie che si propongono come modelli alternativi. Un pericolo aggravato, ha spiegato, dal tentativo di cancellare il confine tra libertà e arbitrio, anche grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie.

Infine, l’allarme sull’astensionismo. «Una democrazia di astenuti, di assenti, di rassegnati è una democrazia più fragile», ha ammonito il presidente, invitando a una riflessione collettiva su una disaffezione che rischia di indebolire le istituzioni e i diritti dei cittadini.

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