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Cracco strizza l’occhio ai palazzi romani, il nuovo locale di lusso a due passi da Montecitorio

Pubblicato: 20/12/2025 10:46

Roma consolida il suo ruolo di capitale italiana dell’alta cucina e continua ad attrarre grandi firme della ristorazione. Dopo essere diventata la città con il maggior numero di ristoranti stellati Michelin nel tessuto urbano, la Capitale si prepara ad accogliere anche Carlo Cracco, il cui arrivo era stato più volte annunciato negli ultimi due anni. La conferma è ora ufficiale: lo chef aprirà il suo nuovo ristorante a febbraio 2026, all’interno del Corinthia Rome, in piazza del Parlamento.

Roma sempre più polo dell’alta cucina

Negli ultimi anni Roma ha rafforzato in modo significativo la propria centralità gastronomica. All’apertura del Ristorante Alain Ducasse Roma, a pochi passi da piazza del Popolo, ha fatto seguito l’arrivo di Nobu Roma, inaugurato nella via della Dolce Vita dalla star di Hollywood Robert De Niro. Parallelamente, l’assegnazione di nuove stelle Michelin a ristoranti come Ineo e La Terrazza dell’Hotel Eden ha ulteriormente consolidato il profilo internazionale della città. Secondo i dati presentati durante la 71ª edizione della Guida Michelin Italia 2026, Roma conta 20 ristoranti stellati, confermandosi come la città italiana con il maggior numero di locali premiati.

Viride, il nuovo ristorante di Carlo Cracco

Il nuovo progetto romano di Carlo Cracco si chiamerà Viride. Il ristorante aprirà all’interno del Corinthia Rome, hotel di lusso situato alle spalle di Montecitorio, in un edificio storico progettato nel 1914 dall’architetto Marcello Piacentini. In passato, l’immobile ha ospitato la sede centrale della Banca d’Italia, nel cuore del quartiere di Campo Marzio.
Viride sarà aperto al pubblico anche a colazione e sarà affiancato da un bar, mentre l’offerta gastronomica sarà curata da Carlo Cracco in collaborazione con l’executive chef Alessandro Buffolino. Il menù proporrà una cucina che unisce i grandi classici della tradizione romana, rivisitati in chiave contemporanea, alle ricette simbolo dello chef stellato. I prezzi, secondo quanto anticipato, saranno in linea con un’offerta di alta qualità.

Un progetto che dialoga con la scena gastronomica italiana

Il ristorante Viride si inserisce in un momento di forte fermento per la ristorazione italiana, rafforzato anche dal recente riconoscimento Unesco alla cucina italiana. Questo nuovo corso coinvolge anche storici alberghi di lusso, come l’Hotel d’Inghilterra, dove opera lo chef Andrea Sangiuliano, e Villa Agrippina Gran Melià, che ha affidato il fine dining Follie ad Alfonso D’Auria, classe 1988.
In controtendenza, Fulvio Pierangelini ha appena inaugurato a Milano, al Carlton Hotel, un ristorante definito di “cucina normale”, mentre a Palermo, nel centro storico, Terrazze Santamarina apre un nuovo capitolo dedicato alla cucina d’autore con lo chef Giuseppe Calvaruso, ex sous chef di Ciccio Sultano a Ragusa Ibla.
L’arrivo di Carlo Cracco a Roma rappresenta così un ulteriore tassello in un panorama gastronomico in piena evoluzione, che conferma la Capitale come uno dei principali laboratori dell’alta cucina contemporanea in Italia.

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