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Droni in azione nel Mar Caspio: colpita nave russa e piattaforma petrolifera

Pubblicato: 20/12/2025 09:15

Un’operazione notturna condotta con droni ha portato il conflitto ben oltre le linee terrestri, spingendosi fino alle acque del Mar Caspio. Nel corso delle ultime ore, velivoli senza pilota ucraini hanno preso di mira una nave da guerra russa e un impianto di estrazione di petrolio, colpendo obiettivi considerati strategici sia dal punto di vista militare sia energetico. L’azione, secondo quanto riportato dai media di Kiev, è stata confermata dallo Stato maggiore, che ha fornito i primi dettagli sull’operazione.

L’obiettivo militare principale è stato identificato nella nave pattugliatrice russa 22460 “Okhotnik”, impegnata in attività di sorveglianza in un’area sensibile, nelle immediate vicinanze di infrastrutture petrolifere e del gas. Si tratta di un’unità utilizzata per il controllo delle acque e per la protezione di installazioni considerate vitali. L’attacco avrebbe visto l’impiego coordinato di più droni, capaci di eludere le difese e raggiungere il bersaglio in mare aperto.

Nave colpita e infrastrutture energetiche nel mirino

Secondo le informazioni diffuse, l’azione non si è limitata all’asset militare. Nella stessa notte sarebbe stata colpita anche una piattaforma di perforazione situata nel giacimento petrolifero e del gas di Filanovsky, una delle aree di estrazione più rilevanti del Mar Caspio. L’impianto è gestito dalla Lukoil, colosso energetico russo, e rappresenta un nodo cruciale per la produzione di idrocarburi nella regione. L’attacco segna un ulteriore passo nell’estensione delle operazioni contro infrastrutture economiche considerate fondamentali per il sistema russo.

Le autorità militari ucraine, citate dalle fonti di Kiev, hanno spiegato che “diversi droni l’hanno colpita la nave, l’entità del danno è attualmente in fase di determinazione”. Una frase che lascia intendere come le valutazioni siano ancora in corso e che l’impatto reale dell’azione non sia stato ancora quantificato. Al momento, infatti, non sono stati diffusi dati ufficiali sulle condizioni operative della “Okhotnik” né sull’eventuale fermo delle attività della piattaforma di Filanovsky.

L’episodio conferma come il conflitto stia assumendo una dimensione sempre più tecnologica e asimmetrica, con l’uso dei droni come strumento capace di colpire obiettivi lontani dal fronte tradizionale. L’area del Mar Caspio, finora rimasta ai margini delle operazioni dirette, entra così in un quadro di crescente tensione, dove la sicurezza energetica e quella militare risultano sempre più intrecciate.

Resta ora da capire quali saranno le conseguenze dell’attacco, sia sul piano operativo sia su quello politico. La scelta di colpire una nave da guerra e una piattaforma petrolifera segnala una strategia mirata a indebolire non solo la presenza militare russa, ma anche le sue infrastrutture economiche più sensibili. In attesa di una valutazione completa dei danni, l’episodio rappresenta un nuovo capitolo in una guerra che continua a spostare i propri confini.

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