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Fabrizio Corona, cosa rischia dopo le gravi accuse a Signorini

Pubblicato: 20/12/2025 13:54

Il nuovo episodio di Falsissimo, intitolato “Il Prezzo del Potere”, ha avuto un impatto enorme sul pubblico digitale. In appena quattro giorni ha superato quota 3,5 milioni di visualizzazioni, diventando il secondo contenuto più visto del canale, dietro solo allo speciale dedicato al “Vero amore di Fedez”, pubblicato però molti mesi prima. Nei 66 minuti della puntata, Fabrizio Corona ha lanciato accuse durissime, mostrando chat private, fotografie, audio e telefonate che hanno immediatamente acceso il dibattito mediatico e sollevato interrogativi sulle possibili conseguenze legali.

Al centro delle polemiche c’è Alfonso Signorini, chiamato in causa in modo diretto. Il conduttore, pur continuando a presenziare regolarmente in televisione, ha chiarito di non voler sottovalutare la vicenda. «È già tutto in mano ai miei avvocati», ha fatto sapere, lasciando intendere che le valutazioni legali sono già in corso. La replica di Corona non si è fatta attendere ed è arrivata sui social con una frase altrettanto esplicita: «Ti serve un bravo penalista».

I rischi legali dopo “Il Prezzo del Potere”

Il passato giudiziario di Fabrizio Corona è noto e rende il contesto ancora più delicato. Proprio per questo molti osservatori si chiedono quali possano essere le conseguenze concrete dopo la diffusione di materiale così sensibile. Secondo l’analisi dell’avvocato Simone Aliprandi, esperto di diritto della comunicazione e delle nuove tecnologie, il terreno su cui si muove Corona è estremamente scivoloso. Le strade possibili, ha spiegato il legale, sono diverse: «Signorini potrebbe agire penalmente per diffamazione o in sede civile». Due opzioni che portano a esiti molto differenti.

L’azione penale, infatti, potrebbe comportare un’esposizione ancora maggiore dei contenuti, mentre una causa civile o un reclamo al Garante della privacy per trattamento illecito dei dati personali restringerebbero il perimetro del giudizio alle sole argomentazioni delle parti coinvolte. Il punto più critico, però, non riguarda solo la pubblicazione delle chat, ma anche il linguaggio utilizzato da Corona, che ha fatto paragoni pesanti e affermazioni forti in assenza, al momento, di denunce dirette: nessun ex concorrente o personaggio pubblico ha accusato formalmente Signorini.

Corona, dal canto suo, rivendica il diritto di cronaca. «Facciamo libera informazione, non ci sono vendette», ha scritto sui social. Ma su questo aspetto arriva una precisazione importante: il diritto di cronaca richiede che i fatti siano veri, pertinenti e ottenuti in modo lecito. Come è stato osservato, «dovrà dimostrare che le chat sono autentiche e che non siano state divulgate in modo inutilmente denigratorio».

Resta aperta anche un’ultima ipotesi, meno visibile ma frequente in casi simili: una possibile transazione privata. «Un accordo economico potrebbe chiudere tutto», ha spiegato Aliprandi, sottolineando che simili intese sono spesso coperte da clausole di riservatezza. Molto, infine, dipenderà dalle prossime mosse e dalla nuova puntata annunciata: sarà allora che si capirà se la vicenda resterà mediatica o approderà nelle aule giudiziarie.

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