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Verissimo, Claudio Amendola tristezza infinita: “Non ce la faccio”. Shock in studio

Pubblicato: 20/12/2025 18:28

Un momento di grande emozione ha segnato la puntata di Verissimo, quando Claudio Amendola, ospite di Silvia Toffanin, ha parlato del ritorno de I Cesaroni. La regia ha mostrato una clip in cui compariva Antonello Fassari, il celebre Cesare della serie Mediaset scomparso nell’aprile del 2025. L’attore romano non è riuscito a trattenere le lacrime: “Non riesco a non piangere”.

L’emozione di Amendola per Antonello Fassari

Di fronte alle immagini, Amendola ha spiegato il significato delle sue lacrime: “Queste sono diverse, sono lacrime di gioia vera, perché so che si sintonizza mezz’ora prima che cominci la puntata, ci sentiamo vicini anche così”. Poi l’attore si è interrotto, sopraffatto dall’emozione: “Non ce la faccio”. Anche Silvia Toffanin ha seguito il momento in silenzio, condividendo il dolore e il ricordo intenso dell’amico e collega.

Riprendendo fiato, Amendola ha ricordato il clima sul set durante le riprese: “Sorridi perché Antonello è un sorriso ed è stato così per tutti i sei mesi delle riprese. Alla fine di ogni ciak scrivevamo ‘ciao Antonello’ e ogni ciak è stato un saluto, un abbraccio, un meraviglioso ricordo”.

Il ritorno de I Cesaroni

Il pubblico attende con entusiasmo il ritorno in televisione de I Cesaroni, una serie che mantiene ancora oggi un forte legame con i fan. La nuova stagione vedrà l’ingresso di due volti nuovi: Ricky Memphis, che interpreterà il consuocero di Giulio, e Lucia Ocone, nuova socia della storica bottiglieria Cesaroni.

Tra le interviste sul set, non sono mancati momenti di leggerezza. Durante un siparietto con Lucia Ocone, Amendola ha scherzato sul lavoro quotidiano: “Diglielo tu come arrivi la mattina”, replicando alla battuta dell’attrice: “Non sai cosa ho passato, diglielo tu come mi tratti sul set”. Tra risate e confidenze, l’attore ha raccontato: “Lui mi bullizza, fa body shaming, io arrivo struccata e appena sveglia”. Un cambio di tono che ha stemperato l’intensità del ricordo, lasciando spazio al sorriso, proprio come avrebbe voluto Fassari.

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