
Vignola (Modena), 22 dicembre 2025 – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato un provvedimento di clemenza a favore di Franco Cioni, l’anziano che il 14 aprile 2021 a Vignola (Modena) uccise la moglie malata, Laura Amidei, ed era stato condannato a sei anni e due mesi di reclusione.
Il caso aveva suscitato grande scalpore per la drammaticità dei fatti. I due coniugi avevano condiviso 45 anni di vita insieme, e secondo le testimonianze raccolte durante le indagini, Cioni aveva assistito la moglie sin dal primo manifestarsi della malattia nel 2016, con dedizione costante e instancabile.
La Corte d’Assise di Modena, nel condannare l’uomo nel 2024, aveva sottolineato che non era possibile valutare il gesto isolatamente, ma solo nel contesto della condotta complessiva dell’imputato, caratterizzata dalla cura e dal sostegno umano prestato alla consorte durante la lunga malattia.

Era stata la stessa Laura Amidei, agli inizi della malattia, a esprimere il desiderio di non essere trasferita in una casa di riposo, affidandosi completamente alla cura del marito. Questo dettaglio ha avuto un ruolo centrale nella valutazione del caso da parte della magistratura.
L’altruismo di Cioni è stato testimoniato dal medico curante, dalla sorella della vittima e da numerosi conoscenti. La Corte ha evidenziato come il suo comportamento rappresentasse un atto di amore pietoso, maturato in un contesto emotivo di profonda compartecipazione alle sofferenze della moglie.
La sentenza sottolineava inoltre che la condotta di Cioni rifletteva un sentire sociale crescente nei confronti del fine vita, riconoscendo la legittimazione interiore di gesti compiuti in situazioni di malattia terminale e privazione delle condizioni di vita relazionale della vittima.

Il Quirinale ha spiegato che la grazia estingue l’intera pena detentiva ancora da espiare, pari a cinque anni e sei mesi di reclusione, tenendo conto dei pareri favorevoli del Procuratore Generale e del Magistrato di Sorveglianza.
Sono stati considerati anche le condizioni di salute di Cioni, l’intervenuto perdono da parte della sorella della vittima e la particolare situazione in cui si era verificato l’episodio, valutato come drammatico e complesso sotto il profilo umano e affettivo.
Il provvedimento chiude così una vicenda che aveva acceso un dibattito pubblico sul fine vita, sulla dedizione familiare e sulle circostanze che possono portare a gesti estremi di compassione verso i propri cari malati terminali.


