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Armi all’Ucraina, la rivelazione del generale Portolano: “L’Italia ha giĆ  fornito 3 miliardi”

Pubblicato: 28/12/2025 12:42

L’attuale scenario geopolitico internazionale impone una riflessione profonda sul ruolo della difesa nazionale e sugli impegni assunti dall’Italia nel contesto della crisi ucraina. Il generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa, ha recentemente tracciato un bilancio dettagliato del supporto fornito a Kiev, evidenziando come l’assistenza militare italiana abbia ormai superato la soglia dei tre miliardi di euro.

Questo dato emerge da un’analisi dei materiali, dei mezzi e degli equipaggiamenti autorizzati attraverso ben undici decreti interministeriali, consolidando la posizione dell’Italia come uno dei partner europei più attivi nel sostegno alla sovranitĆ  ucraina. Il generale ha sottolineato che tale impegno non ĆØ solo una scelta politica, ma una necessitĆ  strategica derivante da un’epoca in cui i confini dei conflitti sono diventati estremamente sfumati e complessi.

L’impegno economico e la continuitĆ  del supporto militare

Il valore complessivo delle forniture inviate sul fronte ucraino testimonia la volontĆ  del governo di mantenere una linea di coerenza rispetto alle decisioni assunte in sede Nato e Unione Europea. Il generale Portolano ha chiarito che il sostegno si sviluppa su base bilaterale e riguarda una vasta gamma di dotazioni che spaziano dai sistemi di difesa aerea ai materiali logistici. Proprio in queste ore, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha raggiunto un accordo interno alla maggioranza per il nuovo decreto armi, che sarĆ  discusso nel prossimo Consiglio dei ministri. La mediazione politica, necessaria per armonizzare le diverse sensibilitĆ  della coalizione, ha portato alla specifica che la prioritĆ  verrĆ  data ai sistemi necessari per la difesa del territorio, garantendo cosƬ una risposta mirata alle necessitĆ  urgenti espresse dalle forze armate ucraine senza compromettere la sicurezza dei civili.

Uno dei passaggi più significativi della riflessione del capo di Stato maggiore riguarda la trasformazione del concetto stesso di difesa. Secondo Portolano, non si può più pensare alla sicurezza come a un elemento limitato esclusivamente ai teatri di operazioni militari distanti. Le minacce contemporanee colpiscono direttamente le infrastrutture critiche, le reti di comunicazione e i sistemi cibernetici, rendendo la distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra sempre più sottile. In questo quadro, il generale invita a una presa di coscienza collettiva che coinvolga direttamente i cittadini. La funzione difesa diventa quindi un impegno che riguarda l’intera societĆ , chiamata a sentirsi parte attiva di un sistema di sicurezza integrato. Prepararsi a reagire e sostenere gli alleati ĆØ una missione che richiede una preparazione costante e una visione di lungo periodo.

Per rispondere alle sfide poste dai moderni conflitti, la Difesa italiana sta adottando un approccio orientato al multidominio. Questo significa investire in tecnologie avanzate che permettano di superare le asimmetrie tecniche che spesso caratterizzano le guerre asimmetriche. La voce di spesa più rilevante del bilancio militare, pari a 5,44 miliardi di euro, ĆØ destinata al mantenimento delle condizioni operative delle forze armate. Questa cifra rappresenta l’architrave su cui poggia la sostenibilitĆ  dell’intero strumento militare italiano. Un’attenzione particolare viene rivolta al settore della cyber sicurezza, considerato oggi un fronte prioritario. L’obiettivo ĆØ riequilibrare le dotazioni organiche e assicurare che l’Italia sia in grado di proteggere i propri dati e le proprie comunicazioni da attacchi esterni sempre più sofisticati e frequenti.

La lezione dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente

L’analisi dei recenti teatri bellici ha messo in luce la necessitĆ  impellente di garantire una sostenibilitĆ  della risposta convenzionale. La disponibilitĆ  di armamenti e la prontezza operativa delle forze non sono più parametri teorici, ma requisiti essenziali per la sopravvivenza di uno Stato in un mondo instabile. Il generale Portolano ha ribadito che l’evoluzione tecnologica deve camminare di pari passo con la capacitĆ  di mantenere riserve adeguate e una logistica efficiente. L’accordo raggiunto nella maggioranza per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi militari si inserisce esattamente in questa logica di prontezza e adattabilitĆ . La missione della Difesa resta quella di assicurare che l’Italia possa onorare i propri impegni internazionali, proteggendo al contempo gli interessi nazionali in un contesto globale in continua e rapida trasformazione.

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