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“Chi l’ha accoltellato”. Aggressione shock a Bruno, 18 anni: fermate 4 persone, chi sono

Pubblicato: 28/12/2025 14:47

Sono tutti minorenni i ragazzi coinvolti nella brutale aggressione ai danni del calciatore diciottenne Bruno Petrone, accoltellato a Napoli nella notte tra il 26 e il 27 dicembre 2025. Per quattro di loro è scattato il fermo, mentre un quinto è stato denunciato in stato di libertà.

Il giovane atleta, originario di Fondi, nel Lazio, si era trasferito a Napoli dopo un ingaggio sportivo. L’aggressione è avvenuta in strada e ha lasciato il calciatore in condizioni gravissime, colpito da due coltellate che hanno reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza.

Nelle ore successive al fatto, due dei presunti responsabili si sono costituiti spontaneamente. Si tratta di un quindicenne e di un diciassettenne, che si sono presentati alle autorità ammettendo il loro coinvolgimento nell’aggressione ai danni di Bruno Petrone.

Nel corso della giornata del 27 dicembre, anche gli altri ragazzi coinvolti si sono presentati alle forze dell’ordine. Tutti hanno confermato le proprie responsabilità nell’episodio che ha sconvolto l’ambiente sportivo e la comunità locale.

Al termine degli accertamenti, quattro minorenni sono stati fermati e trasferiti nel Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, mentre per un quinto ragazzo è scattata la denuncia a piede libero. Per tutti l’accusa è di tentato omicidio, nonostante siano incensurati.

A confessare di aver materialmente sferrato le coltellate è stato un quindicenne. Gli altri quattro hanno invece ammesso di aver partecipato all’aggressione, pur non avendo colpito direttamente il giovane calciatore.

Nel frattempo, Bruno Petrone è stato trasferito d’urgenza all’ospedale San Paolo di Napoli, dove si trova ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni restano serie, anche se nelle ultime ore si registrano segnali di lieve miglioramento.

«Sta meglio, ma non è ancora fuori pericolo», ha raccontato la madre del ragazzo, visibilmente scossa. «Sembra di vivere in un episodio di Gomorra, non possiamo affidare la vita dei nostri figli alla fortuna», ha aggiunto, riferendo che il figlio le ha chiesto se potrà tornare a giocare a calcio.

Le indagini sono tuttora in corso. I carabinieri hanno rinvenuto il coltello utilizzato nell’aggressione durante una perquisizione a casa del quindicenne che ha confessato. Resta ancora da chiarire il movente, mentre per lunedì 29 o martedì 30 dicembre 2025 è prevista l’udienza di convalida del fermo.

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