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Brigitte Bardot, il dibattito sull’omaggio nazionale divide la politica francese

Pubblicato: 29/12/2025 17:41

La scomparsa di Brigitte Bardot, icona del cinema francese e figura centrale dell’immaginario culturale del Novecento, ha riacceso in Francia il dibattito sull’ipotesi di un tributo nazionale. L’idea, emersa nelle ore successive alla morte dell’attrice avvenuta domenica, ha rapidamente assunto una dimensione politica, dividendo partiti e rappresentanti istituzionali.

Il sostegno della destra e l’appello a Macron

Tra i principali sostenitori dell’omaggio nazionale, riferisce Le Figaro, figurano esponenti della destra e dell’estrema destra, in particolare il Rassemblement National, formazione che Brigitte Bardot aveva apertamente sostenuto durante le elezioni parlamentari del 2024.
A rilanciare pubblicamente la proposta è stato Éric Ciotti, presidente dell’UDR e alleato del RN, che ha rivolto un appello diretto al presidente Emmanuel Macron. “La Francia ha il dovere di onorare la sua Marianne”, ha scritto Ciotti sui social, richiamando il celebre busto di Marianne che negli anni Sessanta adottò i lineamenti dell’attrice. Da qui la richiesta formale di organizzare un omaggio nazionale in suo onore.

Le critiche della sinistra: “Valori repubblicani traditi”

La proposta ha incontrato una netta opposizione a sinistra. Olivier Faure, primo segretario del Partito Socialista, ha riconosciuto Bardot come “un’attrice iconica”, ma ha respinto l’idea di un tributo nazionale. Secondo Faure, tali onori sono riservati a personalità che abbiano reso servizi eccezionali alla nazione, mentre l’attrice, a suo giudizio, avrebbe “voltato le spalle ai valori repubblicani” nel corso degli ultimi decenni della sua vita pubblica.

La volontà dell’attrice e il peso delle scelte personali: “Voleva qualcosa di intimo e semplice”

Al di là del confronto politico, la decisione finale spetterebbe comunque al capo dello Stato, che dovrebbe però tenere conto delle volontà espresse dall’attrice e della sua famiglia. Ed è proprio su questo punto che emergono elementi di forte cautela.
La giornalista Wendy Bouchard, amica intima di Brigitte Bardot, ha dichiarato su TF1 che un omaggio nazionale non era desiderato dall’attrice. “Non era interessata a medaglie, distintivi o protocolli”, ha spiegato, sottolineando come Bardot avesse scelto negli ultimi anni una vita semplice e riservata, lontana dalle cerimonie ufficiali.
Un racconto analogo è arrivato da Steven Bellery, che aveva intervistato Bardot lo scorso maggio per BFM. Secondo il giornalista, l’attrice non avrebbe mai voluto un tributo di Stato. “Diceva di vivere come un contadino, di leggere, di avere un rapporto complesso con la politica”, ha raccontato, ricordando che Bardot auspicava esequie intime, con poche persone e simboli essenziali, al massimo un omaggio locale da parte del municipio di Saint-Tropez.

La sepoltura a Saint-Tropez

In attesa di eventuali decisioni sull’ipotesi di un omaggio nazionale, il Comune di Saint-Tropez ha annunciato che Brigitte Bardot sarà sepolta nel cimitero marino, affacciato sul Mediterraneo, dove già riposano i suoi genitori. Non è stata ancora indicata una data per la cerimonia.
L’attrice aveva tuttavia confidato ai suoi cari il desiderio di poter “riposare” nella sua storica proprietà de La Madrague, acquistata alla fine degli anni Cinquanta, lontano da possibili atti vandalici che temeva potessero colpire la tomba dei suoi familiari. Anche su questo aspetto, dunque, resta aperta una riflessione che intreccia memoria pubblica e scelte private.

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