
Un ragazzino di 11 anni è morto sabato 27 dicembre 2025 in Alabama, Stati Uniti, a causa di gravi complicazioni legate all’influenza. Il piccolo, Jace Watkins, aveva accusato convulsioni e difficoltà respiratorie ed era stato ricoverato d’urgenza nel reparto di terapia intensiva pediatrica del Children’s of Alabama.
Secondo la famiglia, Jace non presentava patologie pregresse significative: era nato prematuro, ma fino a quel momento era sempre stato in buona salute e attivo. La notizia della sua morte ha scosso profondamente la comunità locale e la famiglia, che fatica a dare un senso alla tragedia.
Il dolore della famiglia

La zia del ragazzo, Sabrina Parsons, ha espresso il proprio dolore su Facebook: «Non ha nemmeno aperto i regali di Natale… Cosa possiamo fare ora?». Anche la nonna, Joann Parsons, ha voluto ringraziare la comunità per il sostegno e le preghiere ricevute in queste ore difficili, sottolineando quanto il lutto sia devastante per chi lo ha conosciuto da vicino.
La tragedia di Jace arriva in un periodo di aumento dei casi di influenza negli Stati Uniti, con un incremento significativo dei ricoveri pediatrici e almeno due decessi già registrati dall’inizio della stagione. Secondo gli esperti, la variante K dell’influenza sta diventando predominante e il pronto soccorso si trova sotto forte pressione per far fronte all’afflusso crescente di pazienti.
Il noto infettivologo Matteo Bassetti ha recentemente segnalato la presenza di nuovi sintomi particolarmente rilevanti legati alla forma influenzale di quest’anno, definendola «una forma davvero importante», e invitando le famiglie a prestare attenzione ai segnali precoci di complicazioni, soprattutto nei bambini.
La morte di Jace Watkins rappresenta un doloroso monito sulla gravità dell’influenza nei più giovani, anche in assenza di condizioni di salute pregresse, e sottolinea l’importanza di una tempestiva attenzione medica in caso di sintomi sospetti.


