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Che botta per Schlein, il super vip si è dimesso! Che accusa

Pubblicato: 31/12/2025 13:49

Il medico di Lampedusa ed ex europarlamentare Pietro Bartolo ha annunciato la sua uscita dal Partito democratico, una scelta maturata dopo settimane di tensioni interne e resa pubblica alla fine dell’anno. A spiegare le ragioni è stato lo stesso Bartolo, che ha parlato apertamente di una rottura ormai insanabile con i vertici regionali del partito. «Dopo le mie dimissioni dalla segreteria del Partito democratico in Sicilia», ha dichiarato, «una decisione maturata con grande rammarico ma divenuta di fatto inevitabile di fronte a un partito litigioso, diviso e segnato da un atteggiamento dell’establishment regionale poco rispettoso nei miei confronti e verso chi intende impegnarsi seriamente per la collettività desidero comunicare a tutte e tutti voi che non sussistono più le condizioni perché io resti nel Partito democratico».

Classe 1956, Bartolo è una figura storica delle Pelagie. È stato consigliere comunale a Lampedusa e Linosa dal 1988 al 2007, vicesindaco e assessore alla sanità tra il 1988 e il 1993. Medico in prima linea, ha legato il suo nome all’impegno per l’accoglienza dei migranti, sostenendo con forza la necessità di corridoi umanitari per contrastare la tratta degli esseri umani. Iscritto al Pd dal marzo 2023, non rinnega però i valori originari del partito: «Il Pd affonda le sue radici in valori che ho sempre condiviso e che ho cercato di rispettare e promuovere nel corso della mia attività politica», ha spiegato il 31 dicembre.

Le critiche alla dirigenza e l’impegno che continua

Nel suo lungo intervento, Bartolo ha espresso una critica netta alla gestione attuale del partito: «Non posso non constatare come coloro che oggi lo guidano abbiano scelto di metterli da parte, perdendo progressivamente il contatto con la realtà delle comunità locali e con i bisogni concreti delle persone». Secondo l’ex parlamentare europeo, il Pd sarebbe diventato «sempre più autoreferenziale, impegnato ad alimentare faide interne e giochi di potere, a discapito del bene collettivo e delle reali esigenze dei territori», contribuendo così ad accrescere la disillusione dei cittadini verso la politica.

Nonostante l’addio, Bartolo chiarisce che la sua non è una rinuncia all’impegno pubblico. «Questa decisione, lungi dal rappresentare un passo indietro nel mio impegno politico, costituisce per me uno stimolo ulteriore a continuare a dare il mio contributo al servizio della collettività». Un impegno che affonda le radici anche nella sua esperienza umana e professionale: fu tra i primi soccorritori dopo il naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, in cui morirono 368 migranti, e dal 1992 al 2019 è stato responsabile sanitario delle prime visite ai migranti sbarcati sull’isola.

Dopo l’esperienza al Parlamento europeo dal 2019 al 2024, Bartolo guarda avanti. «Serve costruire un’alternativa credibile alle destre ed è a questo obiettivo che voglio dedicarmi con il massimo impegno», ha concluso. «Il mio impegno non verrà meno… continuerò a mettere tutte le mie energie affinché l’area politica cui appartengo torni ad ascoltare la collettività».

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