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“Zelensky è un mostro con la saliva insanguinata”, Zakharova senza freni

Pubblicato: 31/12/2025 12:58

Toni durissimi e retorica estrema da parte di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, che in un’intervista a Radio Sputnik ha attaccato frontalmente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendolo un “mostro con la saliva insanguinata”. Parole che segnano un ulteriore irrigidimento dello scontro verbale tra Mosca e Kiev, rilanciate dall’agenzia di stampa ufficiale Tass.
Secondo Zakharova, Zelensky non sarebbe più percepito in Occidente come un simbolo della democrazia, ma come una figura ormai fuori controllo, capace di mettere in difficoltà gli stessi alleati che lo hanno sostenuto.

“Non più guerriero della luce”: l’attacco all’Occidente

Nel corso dell’intervista, la portavoce del Cremlino ha sostenuto che la comunità occidentale avrebbe iniziato a cambiare atteggiamento nei confronti del leader ucraino.
«Non lo vedono più come un combattente per la democrazia e un guerriero della luce», ha affermato, aggiungendo che ora emergerebbe una lettura diversa, legata a corruzione e instabilità.
Zakharova ha usato immagini fortemente aggressive per descrivere il rapporto tra Zelensky e i Paesi occidentali:
«Il mostro che hanno allevato gli sta col fiato sul collo. Sta già versando su di loro questa saliva insanguinata», ha dichiarato, precisando che non si tratterebbe di una semplice metafora, ma di dinamiche già visibili anche nel continente africano, senza però fornire esempi concreti.

Armi occidentali “sparse nel mondo”

Nel suo intervento, Zakharova ha puntato il dito anche contro la fornitura di armi occidentali all’Ucraina, sostenendo che questi armamenti sarebbero ormai diffusi in diverse aree del pianeta.
Un elemento che, secondo Mosca, dovrebbe spingere i governi occidentali a una presa di coscienza.
«Devono svegliarsi, devono capire cosa è stato fatto loro e cosa si intende fare in futuro», ha affermato la portavoce, ribadendo la narrativa russa secondo cui il sostegno militare a Kiev avrebbe conseguenze globali difficilmente controllabili.

Il “crollo” della strategia occidentale contro Mosca

Un altro passaggio centrale dell’intervista riguarda quello che Zakharova definisce il fallimento del progetto occidentale di sconfiggere la Russia.
Secondo la portavoce, i Paesi occidentali sarebbero ora «inorriditi» dal crollo del concetto di “mettere la Russia al suo posto”.
Nel suo affondo, Zakharova ha parlato di governi che si sarebbero «nascosti e isolati in un angolo della propria stupidità, follia, avidità e menzogne», dopo aver respinto le proposte di cooperazione e ridotto i contatti diplomatici con Mosca.
La conseguenza, a suo dire, sarebbe una crescente paura interna, legata alla necessità di spiegare alle rispettive opinioni pubbliche il fallimento delle promesse politiche fatte negli ultimi anni.

Aggiornamento militare: droni ucraini intercettati

Sul piano operativo, il ministero della Difesa russo ha comunicato che nella notte le forze armate avrebbero intercettato e distrutto 86 droni ucraini.

Secondo la nota diffusa da Mosca:

  • 56 droni sarebbero stati abbattuti sopra il Mar Nero
  • 9 droni nella regione di Bryansk
  • 8 droni tra la regione di Lipetsk e la Crimea
  • 5 droni sul territorio di Krasnodar

Anche in questo caso, non sono disponibili conferme indipendenti sulle cifre e sulle dinamiche fornite dalle autorità russe. Le dichiarazioni di Zakharova si inseriscono così in un quadro di escalation verbale e militare, in cui la retorica assume toni sempre più radicali, mentre il conflitto continua a produrre tensioni ben oltre i confini ucraini.

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