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Trump ha deciso, raid nella notte di capodanno: tre morti

Pubblicato: 01/01/2026 00:59

Tre persone uccise, imbarcazioni affondate e un’operazione condotta lontano da qualsiasi confine nazionale. È il bilancio dell’ultimo intervento militare degli Usa contro presunti narcotrafficanti, avvenuto nelle ultime ore in acque internazionali, secondo quanto comunicato dalle forze armate statunitensi.

L’operazione, resa nota dal Comando Sud delle forze armate degli Stati Uniti, ha preso di mira tre imbarcazioni che navigavano in modo coordinato lungo rotte considerate strategiche per il narcotraffico. La nota ufficiale non specifica l’area geografica dell’intervento, limitandosi a confermare che l’azione si è svolta al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato.

Secondo la ricostruzione militare, i raid aerei hanno colpito per primi una delle tre imbarcazioni, a bordo della quale si trovavano le tre persone rimaste uccise. Le altre due barche, invece, sarebbero state abbandonate dagli occupanti, che si sono gettati in mare prima che i mezzi venissero affondati. Dopo l’azione militare è stato richiesto l’intervento della Guardia costiera per avviare un’operazione di ricerca e soccorso.

Organizzazioni terroristiche e rotte della droga

Nel comunicato, le forze armate statunitensi parlano apertamente di mezzi utilizzati da Organizzazioni Terroristiche Designate, sottolineando che l’intelligence avrebbe confermato il trasferimento di sostanze stupefacenti tra le imbarcazioni poco prima dell’attacco. A supporto della versione ufficiale è stato diffuso anche un video dell’intervento, che mostra le fasi dei bombardamenti e l’affondamento dei natanti.

L’azione si inserisce in una campagna più ampia portata avanti da Washington negli ultimi mesi, in particolare nelle aree del Caraibi e del Pacifico, con l’obiettivo dichiarato di colpire le reti del traffico di droga via mare. Secondo l’Afp, il bilancio complessivo di questa offensiva avrebbe già raggiunto almeno 110 morti, un dato che alimenta il dibattito internazionale sull’uso della forza militare contro il narcotraffico e sulle conseguenze di operazioni condotte fuori dai confini nazionali.

Una linea dura sotto la presidenza Trump

L’ultimo raid conferma la linea di estrema fermezza adottata dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump, che ha più volte rivendicato un approccio muscolare contro narcos e reti criminali considerate una minaccia diretta alla sicurezza nazionale. Un’impostazione che, tra operazioni militari e messaggi simbolici, sta ridefinendo il perimetro dell’intervento americano anche in scenari lontani dal territorio degli Stati Uniti.

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