
L’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana entra in una fase decisiva. I gestori del locale Le Constellation, Jacques Moretti e Jessica Maric, risultano formalmente indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo. Al momento, nei loro confronti non sono state adottate misure di detenzione preventiva, ma la posizione resta al centro dell’attenzione degli inquirenti del Canton Vallese.
La tragedia si è consumata nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, durante i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. Un incendio improvviso ha devastato il locale, provocando almeno 40 morti e 121 feriti, molti dei quali giovanissimi. Un bilancio che ha scosso profondamente non solo la Svizzera, ma anche l’opinione pubblica internazionale.
L’inchiesta della Procura del Canton Vallese
I due gestori sono stati ascoltati dalla procuratrice Beatrice Pilloud, che aveva già annunciato l’apertura di un fascicolo per chiarire eventuali responsabilità penali legate all’accaduto. L’indagine punta a ricostruire in modo dettagliato la dinamica del rogo e a verificare se vi siano state negligenze o violazioni delle norme di sicurezza.
Gli accertamenti tecnici si concentrano sulla struttura del locale, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio e sulle misure di prevenzione antincendio adottate nel tempo. Il Le Constellation era stato rilevato nel 2015 e sottoposto a una ristrutturazione rapida, completata in circa cento giorni, un elemento ora al vaglio degli investigatori.
Jacques Moretti e Jessica Maric, entrambi francesi originari della Corsica, avevano costruito la loro attività imprenditoriale tra Crans-Montana e Lens, aprendo nel corso degli anni tre locali. Il Constellation rappresentava il progetto più ambizioso, divenuto però il simbolo di una delle peggiori tragedie recenti avvenute nella regione.
I precedenti e le ombre sul passato
Nel profilo di Jacques Moretti emergono anche elementi legati al passato. Secondo indiscrezioni di stampa, l’uomo avrebbe avuto precedenti giudiziari risalenti a oltre vent’anni fa, con accuse di sfruttamento della prostituzione e sequestro di persona che lo avrebbero portato a trascorrere un periodo in carcere nella zona della Savoia. Aspetti che, pur lontani nel tempo, vengono ora osservati con attenzione nel contesto dell’inchiesta.
Resta invece ancora poco chiaro il quadro complessivo delle responsabilità dirette nella gestione della sicurezza del locale. La Procura intende chiarire se tutte le prescrizioni fossero rispettate e se vi siano state carenze strutturali o organizzative che abbiano favorito la propagazione dell’incendio.
L’amico di famiglia: “Mi hanno scritto che era una catastrofe”
A raccontare il lato umano della vicenda è Jean Thomas Filippini, musicista e storico amico della coppia. L’uomo si trovava a Crans-Montana poche settimane prima della tragedia, a metà dicembre, per un’esibizione nella chiesa del paese, occasione in cui aveva incontrato Moretti e Maric.
La notte dell’incendio ha tentato subito di mettersi in contatto con loro. “Non rispondevano, poi verso le sei del mattino mi hanno scritto. Dicevano che erano vivi, ma che era una catastrofe”, ha raccontato. Filippini ha confermato che Jessica Maric è rimasta ustionata a un braccio, senza però conoscere le sue condizioni attuali.
Un’amicizia nata nel 2015, quando la coppia aveva rilevato il locale. “Sono persone che lavorano senza sosta, giorno e notte”, ha aggiunto l’amico, sottolineando il loro impegno nel promuovere la cucina corsa e la tradizione del Canton Vallese. Parole che si intrecciano con il dolore e con il peso di un’indagine destinata a fare chiarezza su una tragedia che ha lasciato ferite profonde.


