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“Serve subito, è urgente”. Strage di Crans-Montana, l’appello dei medici dall’ospedale

Pubblicato: 04/01/2026 12:41

La tragedia avvenuta durante i festeggiamenti di Capodanno a Crans-Montana continua a provocare conseguenze drammatiche, con giovani feriti ancora ricoverati in condizioni gravissime e una complessa rete di soccorso sanitario attivata tra Svizzera e Italia. L’incendio scoppiato nel bar Le Constellation ha coinvolto numerosi ragazzi in vacanza nella località alpina, dando avvio a un lungo percorso di cure specialistiche per i sopravvissuti.

All’Ospedale Niguarda di Milano sono attualmente ricoverati otto giovani pazienti rimasti feriti nel rogo. Si tratta di ragazzi e ragazze italiani, inizialmente soccorsi negli ospedali svizzeri e successivamente trasferiti nel capoluogo lombardo in elicottero, non appena le loro condizioni cliniche lo hanno permesso, per essere seguiti nel centro specializzato nella cura delle grandi ustioni.

Per far fronte alla gravità delle lesioni, la farmacia del Niguarda ha richiesto il supporto della farmacia dell’Ospedale Villa Scassi di Genova per l’invio urgente di un farmaco esclusivo e altamente specifico: 15 flaconi di estratto di bromelina, per un costo complessivo di 20 mila euro, non disponibile presso la struttura milanese. Si tratta di un trattamento utilizzato nei casi più complessi di ustioni estese.

“Il farmaco – spiega Giuseppe Perniciaro, direttore del Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Villa Scassi – provoca un’escarolisi enzimatica, sciogliendo l’escara d’ustione e evitando massive perdite ematiche che altrimenti comprometterebbero la sopravvivenza del paziente. L’introduzione di questa terapia ha modificato radicalmente l’approccio alla fase acuta del grande ustionato: se in passato era necessario attendere 5-7 giorni prima dell’intervento chirurgico, oggi è possibile operare immediatamente nelle prime ore dal trauma. Per numero di casi trattati, il Centro Grandi Ustionati di Villa Scassi è tra quelli con maggiore esperienza in Europa, insieme ai centri ustioni di Berlino e Madrid”.

Tra i feriti ricoverati a Milano ci sono Francesca e Sofia, due sedicenni del gruppo di compagni di classe del Liceo Virgilio di Milano in vacanza a Crans-Montana. Altri due ragazzi, Leonardo Bove e Kean Kaizer Talingdan, risultano ancora ricoverati in Svizzera.

Tutti versano in gravi condizioni, ma sono vivi, a differenza di Chiara Costanzo e Achille Barosi, giovani milanesi per i quali è stata purtroppo confermata la morte.

Sofia Prosperi, originaria della provincia di Como, risulta ancora ufficialmente dispersa, mentre familiari, amici e compagni di scuola continuano a seguire con angoscia le notizie dai centri ospedalieri.

L’insieme dei trasporti sanitari, dei farmaci specifici e delle cure intensive testimonia la complessità della gestione dei giovani feriti e l’impegno di Italia e Svizzera nel garantire la migliore assistenza possibile.

La vicenda continua a scuotere le comunità locali, le famiglie e le scuole, mentre la speranza di trovare Sofia in vita resta viva, in attesa dei prossimi aggiornamenti dai medici e dalle autorità sanitarie.

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