
Meno male che voleva ritirarsi al compimento dei sessant’anni. Ne sono passati dieci da quel proposito rimasto sulla carta e oggi Gerry Scotti vive senza dubbio il suo periodo d’oro. Finalmente, come avrebbe detto Mike Bongiorno, è diventato «un numero uno». A certificarlo ci sono i successi de La ruota della fortuna e di Chi vuol essere milionario, oltre a una presenza pubblicitaria costante che lo rende ricco e famoso come non mai. In più, è riuscito in un’impresa che fino a poco tempo fa sembrava impensabile: scalzare dal palinsesto quotidiano di Canale 5 Striscia la notizia.
Ama farsi chiamare lo «zio Gerry», quasi a voler ribadire un rapporto familiare con il pubblico, come se la televisione fosse una grande Famiglia Collettiva. L’empatia è il suo marchio di fabbrica: le lacrime non trattenute, le risate contagiose, i silenzi carichi di partecipazione. Tutti elementi che hanno costruito l’immagine di un uomo “di casa”, alla mano, capace di far sentire chiunque a proprio agio. Un volto rassicurante, diventato negli anni una presenza stabile e riconoscibile.
Dalla solitudine del numero due al centro della scena
La carriera di Scotti è costellata di programmi, molti dei quali di grande successo, ma per lungo tempo accompagnata da un rammarico difficile da scacciare. È stato spesso considerato un erede senza eredità, ora di Mike, ora di Vianello, oppure un salvatore della patria chiamato a sostituire colleghi in difficoltà. Una condizione che porta con sé la famosa solitudine dei numeri due, quando non è mai chiaro se il buon esito di un programma sia merito del conduttore o del format. Un peso che Scotti ha sopportato senza darlo a vedere.
Col tempo, stava diventando una sorta di cartolina del paesaggio televisivo italiano, familiare come un pino di Napoli o uno scorcio del Golfo del Tigullio. L’abitudine creata dalla tv è più forte di una seconda natura: lo spettatore, soprattutto quello non più giovane, costruisce una provvista di volti confidenziali e rituali rassicuranti.
Oggi però lo scenario è cambiato. Gerry Scotti non è più solo una risorsa di Mediaset: è la Risorsa, forse persino più di Maria De Filippi. «La ruota della fortuna» non è più soltanto un format: è lui. Forse aveva smesso di sognare, ma non ha mai smesso di fare, di perseverare. Ha puntato sulla lunga scadenza, senza fretta e senza sosta. E alla fine ha avuto ragione lui. Chapeau.


