
Saranno nuovamente interrogati domani mattina a Sion Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, teatro della strage di Capodanno in cui hanno perso la vita almeno 40 persone. Lo riferisce l’emittente Bfmtv, citando fonti vicine all’inchiesta.
Secondo quanto emerso, sono previste due udienze distinte nell’ambito delle indagini sull’incendio che ha devastato il locale. Gli interrogatori rientrano nella nuova fase investigativa avviata dalla magistratura svizzera.
Sempre oggi, nel pomeriggio, sarà ascoltata anche una delle cameriere sopravvissute al rogo. La sua testimonianza è considerata rilevante per chiarire quanto accaduto nei minuti immediatamente precedenti allo scoppio delle fiamme.

Alle udienze sono stati invitati anche gli avvocati delle vittime e i loro rappresentanti legali, un segnale dell’importanza attribuita dagli inquirenti a questo passaggio dell’inchiesta.
Secondo le informazioni raccolte da Bfmtv, i nuovi interrogatori riguarderanno esclusivamente la “situazione personale” dei coniugi Moretti e non direttamente la dinamica dei fatti o le responsabilità operative della notte dell’incendio.
Contattato dall’emittente francese, l’avvocato Sébastien Fanti, che rappresenta le famiglie di numerose vittime, ha espresso l’auspicio che l’audizione possa portare a una svolta. «È l’occasione giusta per mettere i due proprietari in custodia cautelare», ha dichiarato.

Jacques e Jessica Moretti sono attualmente sospettati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo, accuse che potrebbero aggravarsi alla luce delle nuove prove raccolte dagli investigatori.
Martedì, attraverso una dichiarazione diffusa dai loro legali, i due avevano affermato di essere «devastati e sopraffatti dal dolore», promettendo piena collaborazione con la giustizia svizzera.
Nella stessa nota avevano assicurato che non avrebbero tentato in alcun modo di eludere la giustizia, mentre l’inchiesta prosegue tra nuove audizioni, analisi tecniche e una crescente attesa per le decisioni della magistratura.


