Vai al contenuto

Garlasco, colpo di scena sui capelli in mano di Chiara: “Non sono i suoi ma c’è un indizio”

Pubblicato: 09/01/2026 12:22
Garlasco Chiara Poggi

Per molto tempo è stato considerato un punto fermo del racconto investigativo: i capelli rinvenuti nella mano destra di Chiara Poggi sarebbero appartenuti alla vittima stessa. Una certezza che, nel corso di una recente puntata di Mattino Cinque, è stata però rimessa in discussione da una precisazione scientifica destinata a cambiare il peso di quel reperto.

A intervenire è stato il genetista Matteo Fabbri, che ha chiarito come l’analisi effettuata su quei capelli non consenta affatto di attribuirli con sicurezza a Chiara Poggi. Il Dna rilevato, infatti, è di tipo mitocondriale e rimanda esclusivamente alla linea materna, non a un’identità individuale. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che apre nuovi interrogativi su una scena del crimine forse letta, per anni, con eccessiva sicurezza.

Cosa dice davvero il Dna dei capelli

Fabbri ha spiegato che il Dna mitocondriale non permette di identificare una persona in modo univoco: indica soltanto l’appartenenza a una stessa discendenza materna. In altre parole, quei capelli sono compatibili con il profilo genetico materno di Chiara Poggi, ma non dimostrano che siano i suoi.

Nel tempo, l’idea che quel reperto appartenesse alla vittima è diventata quasi un dato acquisito. L’intervento del genetista ridimensiona questa convinzione: il capello non esclude la presenza di un’altra persona riconducibile alla medesima linea materna. Non si tratta di una nuova prova, ma di una correzione scientifica che toglie un’assolutezza costruita più sul racconto mediatico che sui limiti reali dell’analisi genetica.

Stimolato dalle domande in studio, Fabbri ha aggiunto che, qualora quei capelli fossero ancora disponibili, sarebbero un reperto importante da riesaminare. Anche in assenza del bulbo – e quindi con informazioni genetiche parziali – potrebbero comunque offrire elementi utili in una rilettura complessiva della dinamica dell’omicidio.

Le parole del genetista sono state nette: il Dna mitocondriale dei capelli «li identifica come appartenenti alla linea materna, ma non necessariamente a Chiara». All’interno di quella linea rientrano infatti Chiara Poggi, la madre Rita Preda e il fratello Marco Poggi. Sono invece da escludere i parenti del ramo paterno, come gli zii e le cugine.

Tra tracce biologiche, orari e ricostruzioni, la spiegazione di Fabbri sui capelli stretti nella mano di Chiara Poggi rappresenta uno dei passaggi più delicati. Non aggiunge certezze, ma toglie una convinzione che per anni ha accompagnato il racconto del caso, restituendo a quel reperto il suo reale valore scientifico.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure