
Roma. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto con gioia e soddisfazione la notizia della liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, sottolineando che i due italiani si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. La premier, che ha seguito la vicenda nelle ultime ore, ha riferito di aver parlato personalmente con Trentini e Burlò e ha annunciato che da Roma è già partito un aereo per riportarli a casa. Un passaggio che restituisce normalità a una situazione lunga e carica di attesa, vissuta con comprensibile apprensione dalle famiglie e dalle istituzioni coinvolte.
Nel suo messaggio, Meloni ha voluto ringraziare le autorità venezuelane, citando in particolare il presidente Rodriguez per la collaborazione definita “costruttiva”. Parole che non nascondono il valore politico e umano del risultato, ottenuto grazie a un lavoro silenzioso e continuo portato avanti in queste giornate. La premier ha inoltre espresso gratitudine verso le istituzioni e le persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per raggiungere l’obiettivo, ricordando come dietro ogni operazione diplomatica ci siano figure che lavorano lontano dai riflettori, senza dichiarazioni e senza polemiche.
La liberazione di Trentini e Burlò rappresenta per il governo un momento di sollievo e di unità nazionale, un passaggio in cui la distanza fra Caracas e Roma si accorcia nel segno della tutela dei cittadini e della responsabilità dello Stato. Adesso il pensiero corre al loro rientro, a quell’istante semplice e potente in cui si tocca il suolo di casa sapendo che la vicenda si è chiusa, e si può finalmente mettere da parte la preoccupazione. In attesa dell’arrivo in Italia, resta la consapevolezza che in diplomazia ci sono risultati che parlano da soli, senza bisogno di clamori, e questo – per chi lo vive da vicino – è già molto.

