
Il mistero intorno alla dinamica della strage di Crans-Montana si infittisce, spostando l’attenzione su dettagli tecnici che potrebbero riscrivere le responsabilità del disastro. Nuove immagini inedite, catturate dalle telecamere di sicurezza interne del Le Constellation proprio la notte del rogo, sono state trasmesse dal Tg3, gettando un’ombra inquietante sulla gestione delle vie di fuga all’interno della struttura. In un frame specifico si distingue chiaramente un corridoio laterale dove è situata una piccola porta, la stessa che i proprietari dell’attività indicano ufficialmente come l’“uscita di sicurezza”. Tuttavia, la fotografia scattata dagli occhi elettronici pochi istanti prima che divampassero le fiamme rivela una realtà ben diversa e potenzialmente letale.
L’ostacolo fatale nel corridoio del locale
Quello che doveva essere un varco salvavita appare, nel fermo immagine, completamente inservibile. La porta, infatti, risulta palesemente “bloccata da un mobiletto, forse un tavolino”, ostruendo il passaggio proprio nel momento in cui la rapidità dell’evacuazione avrebbe potuto fare la differenza tra la vita e la morte per i presenti. Questo elemento, se confermato dagli inquirenti, aggraverebbe pesantemente la posizione dei coniugi Moretti, già sotto indagine per omicidio colposo e incendio.


Le autorità svizzere stanno ora analizzando il video per capire se quell’arredo sia stato spostato accidentalmente durante la serata o se si trovasse lì in pianta stabile. La presenza di ostacoli lungo i percorsi di emergenza è un punto centrale dell’inchiesta, poiché spiegherebbe il motivo per cui molte delle quaranta vittime non siano riuscite a scampare alla trappola di fumo e fuoco. Mentre la difesa cerca di minimizzare l’impatto di quel frame, le famiglie dei feriti e dei dispersi chiedono che venga fatta piena luce su ogni singola negligenza che ha trasformato una festa in un massacro.

