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Andrea Costantini trovato morto nella cella frigorifera: cos’è emerso dall’autopsia

Pubblicato: 14/01/2026 23:58

È durata circa due ore e mezza l’autopsia eseguita all’ospedale di Pescara sul corpo di Andrea Costantini, il 38enne trovato senza vita il 15 settembre scorso all’interno della cella frigorifera del supermercato di Termoli dove lavorava. L’esame rappresenta uno snodo centrale dell’inchiesta, riaperta dopo mesi di dubbi e contestazioni sollevate dai familiari.

L’accertamento è stato preceduto, all’alba, dalla riesumazione della salma dal cimitero di Penne, paese d’origine dell’uomo. Un momento particolarmente doloroso, vissuto in prima persona dai genitori di Costantini, presenti alle operazioni insieme ai rispettivi legali. Il corpo è stato poi trasferito nella camera mortuaria dell’ospedale pescarese, dove il medico legale Cristian D’Ovidio, docente dell’Università di Chieti, ha condotto l’autopsia su incarico del Gip di Larino.

All’esame hanno assistito i consulenti delle parti, gli avvocati della famiglia Costantini e della compagna dell’uomo, oltre ai carabinieri di Termoli incaricati di documentare le operazioni. Durante l’autopsia sono stati effettuati diversi prelievi per successivi esami tossicologici, i cui risultati sono attesi entro circa tre mesi. È stato disposto anche un accertamento sul Dna, che verrà eseguito in una fase successiva.

Dai primi riscontri emersi dall’esame autoptico, secondo quanto trapela, sarebbero state confermate due ferite da taglio. Un quadro che, allo stato attuale, sembrerebbe orientare con maggiore decisione verso l’ipotesi del suicidio, già inizialmente presa in considerazione subito dopo il ritrovamento del corpo. Gli inquirenti mantengono tuttavia la massima cautela: solo l’insieme degli accertamenti scientifici potrà stabilire in modo definitivo le cause della morte e la loro piena compatibilità con un gesto volontario.

La vicenda giudiziaria resta segnata da una profonda frattura tra le parti. I genitori di Andrea Costantini non hanno mai accettato l’ipotesi del suicidio e continuano a chiedere che vengano esplorate tutte le possibili alternative, puntando il dito contro la compagna dell’uomo. Di diverso avviso quest’ultima, che ha sempre respinto ogni accusa e ribadito la propria disponibilità a collaborare con la magistratura, chiedendo al tempo stesso rispetto e cautela nella narrazione pubblica della vicenda.

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Ultimo Aggiornamento: 14/01/2026 23:59

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