
Emiliano Milza e Simona Hirsch conducevano all’apparenza due vite normali: lui direttore di sala e chef, lei addetta alle pulizie in alcuni condomini. Nessun segnale evidente che potesse far pensare a un disegno criminale di tale portata.
Eppure, secondo quanto emerso dalle indagini, i due sarebbero responsabili dell’omicidio di Franka Ludwig, 52 anni, trovata morta il 2 luglio 2025 lungo un sentiero nei boschi di San Godenzo. Martedì 13 gennaio, Milza, 50 anni, compagno della vittima, e Hirsch, 59 anni, amica dell’uomo, sono stati arrestati con l’accusa di omicidio.
Gli inquirenti ritengono che i due abbiano messo in atto un piano articolato e premeditato. Milza sarebbe stato l’ideatore, Hirsch l’esecutrice materiale. Il movente sarebbe economico: incassare i proventi di diverse polizze vita, stipulate a nome di Franka Ludwig, per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.
Dopo sei mesi di indagini, coordinate dal colonnello Angelo Murgia e dal pubblico ministero Andrea Cusani, il quadro accusatorio si è consolidato grazie anche a numerose intercettazioni, definite dagli investigatori particolarmente gravi e compromettenti.
In una conversazione captata da una cimice installata nel furgoncino usato per condurre la vittima sul luogo del delitto, Hirsch avrebbe detto: «Se avessi saputo che la tua amica era la mamma del bambino non l’avrei buttata nello sprofondo così, come siamo rimasti d’accordo». In un altro monologo, rivolgendosi come se fosse ancora viva a Franka Ludwig, avrebbe aggiunto: «Scusa, ma ho dovuto fare così, ho dovuto ammazzarti».
Anche Milza si sarebbe lasciato andare a frasi pesanti. In una conversazione con l’anziana madre, ignaro di essere intercettato, avrebbe detto: «Simona ha ucciso Franka, ha detto che gliel’ho chiesto io… bisogna farla fuori», frase che ha ulteriormente aggravato la sua posizione.
Secondo quanto ricostruito, Milza aveva iniziato con Ludwig una relazione a distanza nel 2016. Lei viveva a Berlino e si recava saltuariamente a Firenze. L’uomo, sempre secondo l’accusa, l’avrebbe manipolata fino a convincerla ad avere un figlio tramite fecondazione eterologa.
Il 50enne è indagato anche per maltrattamenti nei confronti dell’anziana madre malata e del figlio piccolo, che a breve compirà un anno. Agli inquirenti risulta che avrebbe somministrato loro farmaci ipnotici, un comportamento analogo a quello tenuto con la vittima.
La mattina del 2 luglio, dopo aver somministrato a Franka Ludwig una massiccia dose di benzodiazepine, Milza avrebbe affidato l’esecuzione dell’omicidio alla complice. Hirsch avrebbe portato la donna, in stato di semi incoscienza, sul monte Falterona, colpendola ripetutamente alla testa con una grossa pietra e passando poi con l’auto sul corpo per simulare un incidente.
La svolta investigativa è arrivata grazie agli esami autoptici e tossicologici, che hanno confermato la presenza del farmaco. Nei giorni precedenti all’arresto, i due, secondo gli inquirenti, stavano pianificando la fuga, valutando destinazioni come Capo Verde e Spagna. Le indagini proseguono anche su un possibile precedente sospetto, legato alla morte della badante della madre di Milza, per chiarire se anche quel decesso possa non essere stato naturale.


