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“I bambini giocano a calcio? Pagate 45mila euro”. Bufera in Italia: la decisione che fa discutere

Pubblicato: 16/01/2026 11:44

Un contenzioso insolito a Palermo si conclude con un risarcimento di 45mila euro ai condomini del civico 42 di via Filippo Parlatore. La causa riguarda i bambini che giocano a pallone nell’oratorio della parrocchia di Santa Teresa del Bambino di Gesù, ritenuti responsabili di disturbi della quiete.

La vicenda, raccontata da Repubblica Palermo, ha radici nel 2015 e si è conclusa lo scorso novembre con la decisione del giudice Filippo Lo Presti, dopo un tentativo di conciliazione fallito ad aprile. La parrocchia aveva offerto 5mila euro, proposta rifiutata dai residenti.

I condomini sostengono che l’attività dei bambini, ma anche di ragazzi e adulti, andasse avanti dalle 16 alle 20 nei giorni feriali e fino a mezzanotte nei weekend, generando un forte disturbo acustico.

Nel 2019, il tribunale era già intervenuto stabilendo precise regole: orari limitati, l’uso di un solo pallone di marca Supersantos, sospensione dei giochi ad agosto e l’installazione di barriere di gommapiuma sui muri per attenuare i rumori. Tuttavia, le prescrizioni non sono state rispettate.

Durante il contenzioso, i condomini hanno presentato perizie, testimonianze e persino fatture di psicoterapeuti e prescrizioni di antidepressivi, a testimonianza del disagio subito.

La parrocchia ha difeso la funzione sociale del gioco, sostenendo che le attività ricreative rappresentano un valore per la comunità, ma il giudice ha ritenuto prevalente il diritto alla quiete condominiale.

Il risarcimento riconosciuto comprende il danno materiale, legato alla riduzione del valore degli appartamenti, e la sostituzione degli infissi per contenere i rumori futuri.

È stato inoltre riconosciuto un danno non patrimoniale, relativo al disagio e alla sofferenza dei condomini causati dall’attività rumorosa nell’oratorio.

La vicenda chiude così un contenzioso lungo più di sei anni, segnando un precedente sulla gestione del conflitto tra spazi religiosi e vita condominiale, e l’importanza di rispettare le regole anche nei contesti comunitari.

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