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“Vi portano via tutto”. La nuova truffa che colpisce gli anziani: tante vittime in Italia, funziona così

Pubblicato: 19/01/2026 11:18

Si presenta come un normale controllo delle forze dell’ordine, ma in realtà è una truffa ben orchestrata che colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione. È la cosiddetta truffa della targa clonata, un raggiro che negli ultimi giorni sta registrando un preoccupante aumento di segnalazioni in diverse zone d’Italia.

Secondo le prime ricostruzioni, il sistema avrebbe origine da una banda organizzata con base a Napoli, specializzata in truffe agli anziani. I criminali sfruttano paura e senso del dovere civico per convincere le vittime a collaborare, trasformando un falso allarme in un vero e proprio furto in casa.

Il meccanismo è ormai collaudato e si fonda su due leve psicologiche precise: creare urgenza e spingere la vittima a mostrare beni di valore. Tutto inizia con una telefonata: dall’altro capo del telefono un falso carabiniere o poliziotto informa l’anziano che la sua auto risulta coinvolta in una rapina.

Il truffatore spiega che la targa del veicolo sarebbe stata clonata e utilizzata da una banda criminale. Per questo, sostiene, è necessario verificare che il proprietario dell’auto sia completamente estraneo ai fatti. Una storia credibile, raccontata con linguaggio formale e toni rassicuranti.

Poco dopo la chiamata, alla porta di casa si presenta un complice, che si qualifica come appartenente alle forze dell’ordine. Mostra modi educati, talvolta una pettorina o un tesserino falso, e chiede di entrare per effettuare controlli di rito.

A quel punto scatta la fase più delicata della truffa. Il finto agente chiede di visionare gioielli e preziosi presenti in casa, sostenendo di dover verificare che non coincidano con quelli rubati durante la rapina. Finge di compilare un verbale, annotando descrizioni e dettagli.

Il momento decisivo arriva quando la vittima viene invitata ad allontanarsi, magari per recuperare un documento o un foglio. In pochi secondi, approfittando della distrazione, il truffatore si impossessa dei monili e si dilegua, lasciando la casa svuotata.

Nel frattempo un altro membro della banda resta al telefono con l’anziano, spiegando l’assenza del collega e invitandolo a recarsi in caserma per completare le procedure. La chiamata si interrompe solo quando la vittima è ormai lontana da casa, rendendo inutile ogni tentativo di reazione immediata.

Le forze dell’ordine rinnovano l’appello alla prudenza: nessun controllo viene mai effettuato telefonicamente né con visite domiciliari per visionare beni personali. In caso di chiamate sospette è fondamentale non aprire la porta, non fornire informazioni e contattare subito i numeri di emergenza 112, 113 o 115, segnalando ogni tentativo di raggiro.

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