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Cieli di fuoco, aurora boreale anche in Italia: “proiettile” di plasma colpisce la Terra in tempi record

Pubblicato: 20/01/2026 09:23

Un vero e proprio “proiettile” di plasma solare, scagliato a oltre 1.600 chilometri al secondo, ha colpito il campo magnetico terrestre con un anticipo sorprendente rispetto alle previsioni. Si tratta della tempesta geomagnetica più intensa degli ultimi vent’anni, capace di generare aurore boreali a latitudini insolite, fino al Nord Italia, e di riaccendere l’allarme sui rischi per le infrastrutture tecnologiche globali.

Un evento estremo: il Sole ruggisce nella notte

Mentre gran parte del pianeta dormiva, il Sole ha prodotto una violenta espulsione di massa coronale (CME): circa un miliardo di tonnellate di particelle cariche proiettate nello spazio interplanetario. La nube ha travolto lo scudo magnetico terrestre dando origine a una tempesta geomagnetica di classe G4, definita “severa” nelle scale di riferimento internazionali. Il risultato è stato uno spettacolo raro: cieli tinti di rosso, viola e verde in aree normalmente estranee a questo tipo di fenomeni.

Un viaggio record: 150 milioni di chilometri in 25 ore

L’origine dell’evento risale al 18 gennaio, quando una gigantesca macchia solare ha generato un brillamento di classe X1.9, la categoria più potente in assoluto. A rendere eccezionale l’episodio non è stata solo l’intensità, ma soprattutto la velocità di propagazione della CME.

  • Velocità eccezionale: circa 1.660 km/s
  • Tempi ridotti al minimo: una tempesta solare impiega in media 3-4 giorni per raggiungere la Terra, questa lo ha fatto in sole 25 ore
  • Dato statistico rilevante: l’evento rientra nel 2% delle CME più rapide osservate negli ultimi 30 anni

Aurora boreale in Italia: quando il fenomeno supera i confini polari

La violenza dell’impatto ha compresso drasticamente la magnetosfera, spingendo l’ovale aurorale verso Sud. Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, l’aurora boreale è stata osservata e fotografata in diverse regioni del Nord Italia, dal Piemonte al Trentino-Alto Adige, dal Veneto all’Emilia-Romagna.
Le luci osservate includono archi rossi stabili (SAR) e strutture aurorali vere e proprie, un evento possibile solo in presenza di tempeste geomagnetiche di grande potenza. Fenomeni simili sono stati segnalati anche in aree insolitamente meridionali degli Stati Uniti.

Il ruolo chiave del “tasto Bz”

Non tutte le eruzioni solari producono effetti rilevanti sulla Terra. La differenza, spiegano i fisici, sta nell’orientamento del campo magnetico interplanetario, noto come componente Bz.

  • Bz orientato a Nord: il campo magnetico terrestre respinge gran parte dell’energia solare
  • Bz orientato a Sud: i campi magnetici si connettono, permettendo all’energia di fluire direttamente nell’atmosfera

In questo caso, il Bz negativo ha agito come una “chiave nella serratura”, rendendo la tempesta particolarmente efficace.

I rischi tecnologici e il fantasma del 2003

L’evento è stato paragonato alla Tempesta di Halloween del 2003, che causò blackout estesi e danni alle infrastrutture elettriche. Anche questa volta, pur senza conseguenze estreme immediate, sono stati segnalati diversi effetti critici:

  • Blackout radio di livello R3, con forti interferenze nelle comunicazioni ad alta frequenza
  • Disturbi ai sistemi GPS, con possibili errori di navigazione per aerei e navi
  • Stress sulle reti elettriche, monitorate in tempo reale per prevenire sovraccarichi indotti da correnti geomagnetiche

Gli operatori energetici e i centri di controllo spaziale restano in stato di allerta.

Cosa succede ora

La tempesta è destinata ad attenuarsi gradualmente nelle prossime ore, ma il segnale è chiaro: il Sole è entrato nella fase più attiva del suo ciclo solare. Con l’avvicinarsi del massimo solare, eventi di questo tipo potrebbero ripetersi nei prossimi mesi.
Gli esperti invitano a tenere d’occhio il cielo: anche se l’intensità è in calo, la coda della tempesta potrebbe ancora regalare nuove sorprese luminose, soprattutto alle medie latitudini.

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