
L’attesa è finita e a Hollywood il conto alla rovescia ha raggiunto il suo punto più delicato. Le votazioni si sono chiuse e l’Academy è pronta a rendere pubbliche le nomination agli Oscar, aprendo ufficialmente la fase più intensa della stagione dei premi. Un momento che non è solo celebrazione del cinema, ma anche fotografia di equilibri industriali, scelte artistiche e tendenze culturali. Quest’anno, più che mai, i riflettori sono puntati su due titoli che sembrano destinati a dominare la scena.
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Due film in testa alla corsa
Secondo le previsioni degli addetti ai lavori, One Battle After Another e Sinners partono da una posizione di netto vantaggio. I due film, entrambi distribuiti dalla Warner Bros., vengono indicati come i principali candidati a raccogliere un numero elevatissimo di candidature, dal miglior film al miglior attore protagonista, fino al nuovo premio per il miglior casting. Le stime parlano di una dozzina di nomination ciascuno, con l’ipotesi – tutt’altro che peregrina – di avvicinarsi o persino superare il record storico di 14 nomination, condiviso da Eva contro Eva, Titanic e La La Land.
Un risultato che avrebbe un valore simbolico enorme, anche perché è raro che un singolo studio di Hollywood si presenti con due favoriti assoluti nello stesso anno. Un paradosso che assume contorni ancora più significativi se si considera che questo potrebbe essere l’ultimo grande exploit della Warner Bros. come distributore indipendente, mentre sullo sfondo si muove una complessa guerra di offerte che coinvolge Paramount Skydance e Netflix.

Sinners e la riscrittura dei parametri
Tra i due contendenti, Sinners rappresenta forse la scommessa più audace. Diretto da Ryan Coogler, il film è un horror d’epoca ambientato nel Sud degli Stati Uniti segregato, attraversato da influenze blues e da una forte componente politica. La storia segue due gemelli che combattono vampiri e razzismo nel Mississippi degli anni Trenta, in un racconto che unisce genere, allegoria e spettacolo.
La prova di Michael B. Jordan, impegnato in un doppio ruolo, viene data come una delle più solide della stagione e potrebbe garantirgli una nomination come miglior attore. Ma l’ambizione del progetto va oltre le singole interpretazioni: sceneggiatura, regia, cast corale e colonna sonora sono tutti indicati come potenziali candidati. Secondo le analisi più autorevoli, Sinners avrebbe concrete possibilità di entrare in una dimensione statistica mai toccata prima, ridefinendo i criteri con cui l’Academy guarda al cinema di genere.
One Battle After Another e il dominio della stagione
Se Sinners incarna la spinta innovativa, One Battle After Another rappresenta la forza della continuità autoriale. Il nuovo film di Paul Thomas Anderson ha dominato finora la stagione dei premi, imponendosi come punto di riferimento critico e industriale. Il thriller racconta la storia di un rivoluzionario in pensione alla ricerca della figlia adolescente, sullo sfondo di un’America attraversata da violenza radicale, retate dell’immigrazione e suprematismo bianco.
Il film ha già segnato un primato, stabilendo un record di nomination per la migliore interpretazione maschile nel circuito dei premi. Al centro c’è la performance di Leonardo DiCaprio, che viene data come praticamente certa per la sua settima nomination all’Oscar. Un traguardo che confermerebbe il sodalizio artistico tra l’attore e uno dei registi più influenti del cinema contemporaneo.

Netflix e gli outsider di lusso
Accanto al duello Warner Bros., anche Netflix si presenta con un pacchetto di titoli capaci di ritagliarsi uno spazio importante. Tra questi spicca Frankenstein di Guillermo del Toro, una rilettura in chiave horror del mito classico, il dramma western Train Dreams e il musical d’animazione di successo KPop Demon Hunters. Produzioni diverse per stile e pubblico, ma accomunate da una forte identità autoriale e da un potenziale trasversale nelle categorie tecniche e artistiche.
Una notte che può entrare nella storia
L’annuncio delle nomination agli Oscar si preannuncia dunque come uno dei più densi degli ultimi anni. Tra record possibili, equilibri industriali in trasformazione e una competizione che attraversa generi e linguaggi, l’Academy si prepara a scrivere una pagina che potrebbe restare nella storia del cinema. In attesa dei nomi ufficiali, una cosa appare già chiara: questa edizione degli Oscar non sarà soltanto una celebrazione, ma il riflesso di un’industria in piena metamorfosi.


